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L’incastellamento


Tra il IX e il X secolo, l’Europa è devastata dalle guerre. Per questo, per difendersi, i signori feudali costruiscono dei castelli. Col tempo i castelli diventano centri di potere e con una vita economica particolare.
In questi anni, i re non sono in grado di difendere i propri sudditi dalle invasioni dei Saraceni, Ungari, Vichinghi. Invece i nobili sono le uniche persone in grado di difendere la popolazione, soprattutto i contadini
Qual era il rapporto fra i nobili e i contadini?
Da un lato, i contadini lavorano la terra dei signori, erano protetti dai signori in caso di guerra e si rivolgevano ai signori per veder amministrata la giustizia. Dall’altro lato, i signori,in cambio, sottoponevano i contadini a delle tasse e chiedevano loro un affitto per i terreni che lavoravano.
Come conseguenza, si ha che l’economia si fraziona (si suddivide) in tanti centri autonomi (un castello o un monastero), autosufficienti. Questo tipo di economia si chiama “curtense” dal latino “curtis” = corte. La “curtis” era divisa in due parti:
1) Pars dominica, cioè la parte riservata ai signori
2) Pars massaricia, cioè la parte che serviva a far vivere i contadini. A sua volta la pars massaricia comprendeva diversi fondi, di dimensioni più piccole, chiamati “mansi” che venivano dati in affitto a contadini, chiamati coloni, che per tutta la vita restavano legati alla terra che lavoravano. Essi non solo lavoravano nel proprio manso, ma per un certo numero di giorni all’anno lavoravano gratuitamente anche per il signore nella pars dominica e questa specie di tassa, espressa in giorni, si chiama “corvées”
Poiché il sovrano non era capace di difendere il territorio, egli concedeva ai signori locali di costruire dei castelli. All’interno dei castelli si potevano riunire i contadini in caso di guerra. I castellani (= signori che possedevano un castello) avevano un esercito ed esercitavano un potere (=banno) sulla popolazione: imponevano delle tasse per l’uso delle strade, per macinare il grano ecc…. I castelli si diffusero in tutta l’ Europa ed avevano due scopi:
• militare (per difendersi da nemici o invasori stranieri)
• politico (accrescere l’autorità presso il popolo)
Il termine castello deriva dal latino “castellum” (= piccola fortificazione) ed era il diminutivo di castrum (= grande presidio, accampamento) In origine il castello era di proprietà pubblica e serviva per difendere i confini dall’attacco dei barbari. Col passar del tempo, via via che l’impero si andava frazionando in tante piccole unità di dimensioni ridotte, il castello diventò un’opera privata ed iniziò così il processo di incastellamento. Era un modo con cui ogni signore cercava di difendere le proprie terre e i propri beni, compreso coloro che erano a suo servizio. All’inizio i castelli erano costituiti da una semplice torre di legno circondata da mura. Accanto alla torre si costruiva il maniero, cioè la residenza del signore. A partire dall’XIII secolo, il castello comincia a prendere l’aspetto che conosciamo con le mura di cinta, i camminamenti per i soldati di guardia, le feritoie, il ponte levatoio, il fossato. I castelli cominciano ad essere abbandonati nel XVI secolo, quando le armi da fuoco sempre più potenti resero inutile una difesa in muratura.
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