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Governo della Repubblica di Venezia: elezione e funzionamento

La Serenissima era governata dal Doge, dal Maggior Consiglio, dal Senato e dal Consiglio dei Dieci.
Il sistema di votazione per scegliere il Doge era molto complicato il cui scopo era quello di evitare ogni sospetto di imbroglio op di corruzione. I Veneziani erano abili mercanti, avvezzi a trattative diplomatiche e se il metodo non fosse stato complicato, sarebbe stato semplice accordarsi sul nome su cui far convergere la scelta. Il sistema, per quanto complicatissimo, restò in piedi dal 1268 al 1797, anno del Trattato di Campoformio con cui Napoleone decise di cedere Venezia all’Austria.
Il Maggior Consiglio della città era formato da 480 cittadini. Quando esso doveva procede alla nomina del Doge, innanzitutto erano allontanati coloro che non avevano ancora compiuto 30 anni. Si contavano i rimanenti e in un cappello venivano messe tante “ballotte” (= sfere cave) quanti erano i rimanenti. Fra queste ballotte, solo 30 contenevano un foglietto con scritta la parola “elector”.
Nel frattempo il consigliere più giovane, fra i trenta, si recava nella Basilica d S. Marco per fare una preghiera e nel tornare a Palazzo doveva condurre con sé il primo fanciullo che avesse incontrato. Questo fanciullo aveva il compito di estrarre dal cappello una ballotta per ciascun consigliere; al termine dell’estrazione, restavano nella sala soltanto i trenta a cui era toccata la ballotta con il foglietto riportante la scritta “elector”.
Le trenta ballotte venivano di nuovo depositate nel capello, ma questa volta solo nove contenevano il biglietto. In questo modo i trenta si riducevano a 9.
I nove estratti si riunivano in un’apposita stanza, isolati da tutto il resto per eleggere il nome di 40 consiglieri, col parere favorevole di almeno sette di loro. Col solito sistema delle ballotte i quaranta consiglieri venivano ridotti a 12; questi dodici, con il voto favorevole di nove di loro, ne eleggevano 25. Sempre con lo stesso sistema i venticinque venivano ridotti a 9 e questi nove, con almeno 7 voti favorevoli, ne dovevano scegliere 45.
Sempre a sorte, i quarantacinque venivano ridotti a 11, e questi 11con almeno nove voti favorevoli, ne eleggevano 41 che sarebbero stati gli elettori definitivi del Doge.
Questi 41, dopo aver partecipato ad una messa in S. Marco, prestavano giuramento di votare per il bene dello Stato; successivamente ciascuno di essi deponeva in un’urna un foglietto con un nome. Fra i nominativi votati, ne veniva estratto uno a sorte che, se si trovava nella sala, doveva immediatamente allontanarsi, dopodiché ognuno degli elettori poteva alzarsi e fare le sue obiezioni ed accuse contro il prescelto. Quest’ultimo veniva poi richiamato per rispondere del suo operato e giustificarsi. Se il candidato otteneva almeno venticinque voti favorevoli su quarantuno veniva eletto Doge della Serenissima, altrimenti si procedeva ad una nuova estrazione.
Il Doge era il rappresentante del governo di Venezia anche se in realtà i suoi poteri erano molto vasti e restava in carica per tutta la vita.
Il Maggior Consiglio era formato da un certo numero di rappresentanti delle famiglie più ricche il cui nome era riportato nell’0apposito Libro d’Oro. Oltre a scegliere i 60 senatori, il Consiglio deteneva il potere legislativo, mentre quello esecutivo era esercitato dalla Signoria, un organo formato dal Doge e da suoi sei consiglieri privati.
A Venezia esisteva anche il Consiglio dei Dieci il cui compito era quello di individuare fra i cittadini e fra gli stessi componenti del Governo le persone sospettate di tradire lo Stato. Le sue sentenze erano irrevocabili; i processi venivano tenuti a porte chiuse ed i sospetti sottoposti ad atroci torture affinché parlassero. Col tempo questo organo rischiava di diventare troppo potente .
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