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L’epopea dei Vichinghi

I Vichinghi - o, come venivano comunemente chiamati nell’Occidente europeo, “Normanni” (cioè “uomini del Nord”) – erano originati delle regioni scandinave; erano mercanti, navigatori, guerrieri, predoni. Non sono ben chiari i motivi che li spinsero ad abbandonare la Scandinavia (forse un incremento demografico), ma non vi è dubbio che le loro incursioni si estesero su un’area assai più ampia ed ebbero conseguenze molto più rilevanti delle scorribande saracene o ungare. I Vichinghi erano abili marinai che navigavano nei drakkar: essi perciò preferivano le vie d’acqua per raggiungere i loro obiettivi, risalendo fiumi e canali navigabili e attaccando villaggi e città. Spesso abbandonarono le rive dei fiumi essi spingevano anche molto lontano nell’entroterra: oltre che esperti marinai, infatti, i Vichinghi erano formidabili combattenti a cavallo. La forza di queste bande di predoni era tale e la capacità di resistenza dei sovrani degli Stati europei così limitata che, per esempio, più volte il re carolingio Carlo il Calvo non riuscì a respingere i loro attacchi contro Parigi e dovette comprare una pace costosa a suon di libbre d’argento. Ma anche accordi di questo genere non servivano a nulla, perché a una banda di Vichinghi ne subentrava un’altra che non si sentiva vincolata dagli accordi presi in precedenza.

Durante le loro incursioni i Normanni si abbandonarono a devastazioni, saccheggi e incendi. Un esempio delle conseguenze causate dalle loro razzie è dato dalla vicenda del monastero di Noir-moutier che sorgeva su un’isola alla foce della Loira e che custodiva le venerate reliquie di san Filippo. L’isola era facilmente attaccabile, il monastero ricco e famoso, e i Normanni no si lasciarono sfuggire l’occasione di conquistare un prezioso bottino. I monaci si ritirarono allora della valle della Loira e costituirono un altro monastero, ma i Normanni, risalendo il corso del fiume, lo assalirono e lo depredarono di nuovo. Fu così che, nel corso del IX secolo i monaci si trasferirono, a tappe successive, dalle rive dell’Atlantico fino al centro della Francia, dove riuscirono infine a custodire in pace le reliquie del santo.
Dopo una prima fase in cui le spedizioni avevano come unico scopo la rapina, i Normanni compirono veri e propri tentativi di conquista; nelle aree dove riuscirono a stabilirsi, in particolare, essi crearono forti organismi politici che lasciarono tracce durante sull’assetto politico e territoriale dell’Europa. Nello stesso tempo le popolazioni scandinave, che ancora nel IX secolo erano prevalentemente pagane, iniziarono a convertirsi al cristianesimo.

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