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Concetti Chiave

  • Le città medievali segnarono una svolta fondamentale nella storia, con differenze significative nella società urbana a seconda della geografia e delle economie locali.
  • A Lubecca, le donne avevano diritti giuridici che proteggevano il loro patrimonio e garantivano pari diritti in caso di indebitamento e fallimento.
  • La partecipazione femminile all'economia mercantile era comune, ma le donne non potevano gestire attività commerciali in modo autonomo, collaborando spesso con i mariti.
  • A Colonia, le donne potevano avviare attività artigianali, come la produzione di tessuti, dopo un apprendistato e un esame, seguendo regolamentazioni delle corporazioni.
  • Le donne a Colonia dominavano nel settore della tessitura, grazie alla loro manualità, mentre erano assenti in mestieri tradizionalmente maschili come falegnami e calzolai.

Le città medievali e la società urbana

Dobbiamo dire comunque che le prime città fondate nel Medioevo rappresentano un’importante svolta nella storia dell’epoca.

Sulla società urbana si hanno informazioni abbastanza dettagliate, soprattutto sull’economia e sulla collocazione sociale della donna al suo interno. Tuttavia vi sono differenze molto profonde fra le diverse città a causa delle dimensioni, delle collocazioni geografiche e delle economie interne.

Il ruolo della donna a Lubecca

La donna nella società urbana, oltre alle mansioni di economia domestica, poteva essere attiva nell’economia svolgendoli suo ruolo all’interno del settore mercantile assieme al marito, in quanto non poteva avere un’attività economica di commercio in proprio. La parte che ritengo interessante approfondire è appunto questa, analizzando specialmente ciò che è avvenuto per quanto riguarda la città di Lubecca, in Germania.

In questa città, giuridicamente la donna doveva presentare al suo matrimonio una dote, che diventava possesso della famiglia nascente, mentre ciò che ella possedeva prima della sua vita coniugale e il suo patrimonio personale avevano particolari protezioni da parte della legge. descrizione della donna nella città medievaleVi è infatti la presenza di questa figura già nei manoscritti latini del diritto di Lubecca, segno dell’importanza della sua figura, tanto da suscitare una specifica trattazione giuridica.

Diritti e doveri delle donne a Lubecca

Innanzi tutto, per legge, i giuramenti e le garanzie che le donne prestavano avevano valore assoluto e, sul piano dell’indebitamento e del fallimento, esse erano di pari diritti e doveri dei mercanti uomini; anche la donna non poteva effettuare testamento senza il consenso degli eredi e dei tutori.

Le leggi patrimoniali a Lubecca

Per quanto riguarda le sue capacità giuridiche in rapporto al patrimonio del marito, il diritto di Lubecca ha molteplici leggi. Una donna, rimasta vedova, aveva la possibilità di abitare nella casa di famiglia vita natural durante e secondo una sentenza del 1482, il patrimonio della moglie (denari, rendite, terreni posseduti prima del matrimonio, ad esclusione della vera e propria dote) precedeva tutti i debiti contratti dal marito defunto. La librazione della quota della moglie poteva però avvenire anche in caso di fallimento del marito nella sua attività commerciale, di un eccessiva contrazione di debiti da parte di questi o di una conduzione di vita palesemente troppo dispendiosa. Nei casi in cui era minacciato il patrimonio, non rispondeva quindi dei debiti del marito, e il lascito delle proprietà della moglie era proprio considerato uno dei debiti con pagamento privilegiato. La donna aveva però una quota massima che poteva alienare autonomamente, e ciò per evitare lo sviluppo di un’attività autonoma da parte sua, mentre poteva comprare prodotti in lino e canapa con il patrimonio del marito.

L'attività mercantile femminile

Dal 1586, secondo il diritto di Lubecca, la donna mercante, assieme al marito, formavano un’unica comunità che rispondeva con i reciproci patrimoni alle attività commerciali.

Riassumendo l’attività femminile nell’ambito mercantile, possiamo quindi sostenere che le donne abbiano avuto successo elevato, tenendo conto che era molto più difficile per loro accumulare un patrimonio considerevole attraverso questa occupazione, che in alcuni casi era svolta su largo raggio d’azione (alcune commercianti avevano depositi sino in Svezia), ma in altri era solo una vendita al dettaglio, lavoro secondario alla cura della casa.

Le donne artigiane a Colonia

Analizzando un’altra città renana, Colonia, si può invece incontrare un’altra attività spesso svolta da donne, l’attività artigianale della produzione di tessuti. Uno sviluppo così ampio in questa città è stato dato dalla profonda concezione della parità di possibilità di successo economico e dalla idea di sottomissione allo stesso regime penale per tutti i cittadini, indipendentemente dal sesso o dallo stato sociale. Infatti, in questa società le donne riuscirono a conseguire notevoli successi proprio per la loro capacità giuridica ampia.

Regolamentazioni e apprendistato a Colonia

Le donne, per avviare un’attività produttiva, dovevano fare richiesta di ammissione fra i cittadini e, da quel momento l’attività era sottoposta a precise regolamentazioni, dettate dalle corporazioni. Innanzi tutto il lavoro non poteva iniziare prima dell’alba e finire dopo il tramonto, e ciò per sfruttare appieno la luce del giorno. Per avviare un’attività in proprio era anche necessario un apprendistato di quattro anni, concluso da un esame, nel quale la maestra controllava il lavoro effettuato dall’allieva. In caso di risultato soddisfacente, l’apprendista poteva avviare in casa propria un laboratorio artigianale, pagando una tassa d’entrata alla corporazione.

Le apprendiste erano generalmente della stessa classe sociale delle maestre, ed erano composte per il dieci per cento circa da figlie di membri della corporazione, dalla maggioranza di figlie di commercianti e da una minoranza di ragazze provenienti da fuori città.

Le corporazioni e le donne a Colonia

Donne appartenenti alla corporazione potevano avviare allo stesso lavoro solamente una figlia, facendole seguire il periodo di apprendistato, con la possibilità di aiutarla finanziariamente, ma non dandole materiale primo alla lavorazione. La tassa d’entrata alla corporazione era presente, ma ridotta alla metà.

Nella città di Colonia le donne erano, per tutte queste agevolazioni, impegnate per la maggior parte nel settore della tessitura, che tra l’altro dominavano insieme ad altri settori, in quanto possedevano maggiore manualità rispetto agli uomini. Le donne erano invece assenti tra sellai, falegnami, calzolai, orefici, copritori di tetti, mugnai, scultori, pescatori e fabbri.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza delle prime città medievali nella storia?
  2. Le prime città fondate nel Medioevo rappresentano un'importante svolta nella storia dell'epoca, segnando l'emergere di una società urbana con dinamiche economiche e sociali complesse.

  3. Qual era il ruolo delle donne nell'economia urbana di Lubecca?
  4. A Lubecca, le donne potevano partecipare all'economia mercantile insieme ai mariti, ma non potevano gestire attività commerciali in proprio, evidenziando una limitazione giuridica nonostante la loro partecipazione attiva.

  5. Come erano tutelati i diritti patrimoniali delle donne vedove a Lubecca?
  6. Le donne vedove a Lubecca avevano il diritto di abitare nella casa di famiglia e il loro patrimonio personale era protetto dalla legge, precedendo i debiti contratti dal marito defunto, come stabilito da una sentenza del 1482.

  7. Quali opportunità avevano le donne artigiane a Colonia?
  8. A Colonia, le donne artigiane potevano avviare attività produttive, come la produzione di tessuti, grazie a una concezione di parità di opportunità economiche e a regolamentazioni che garantivano loro diritti giuridici ampi.

  9. Quali erano le condizioni per le donne che volevano avviare un'attività artigianale a Colonia?
  10. Le donne dovevano richiedere ammissione tra i cittadini e completare un apprendistato di quattro anni, seguendo regolamentazioni precise, prima di poter avviare un laboratorio artigianale, con una tassa d'entrata ridotta per le corporazioni.

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