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Il trattato di Versailles

Nel gennaio del 1919 i paesi vincitori (Stati uniti, Francia, Gran Bretagna e Italia ossia Wilson, Clemenceau, Llyod George e Orlando) si riunirono a Parigi per ridisegnare l’assetto dell’Europa. In questa sede i principi dei Quattordici Punti di Wilson si scontrarono con la volontà francese di annientare economicamente la potenza tedesca per assicurarsi l’egemonia sul continente, assecondata da un’Inghilterra conciliante ai fini del consolidamento dei proprio possedimenti coloniali. Prevalse in sintesi la volontà delle potenze vincitrici di far valere i propri interessi economico-politici e di impedire la rinascita della Germania. L’Italia si dimostrò inferiore, ed ebbe ruolo secondario, tanto è che si parlò di “vittoria mutilata” poiché si ritiene che ad essa non sia stato riconosciuto quanto sia stato promesso (la Dalmazia, la zona di Fiume, la Tracia e la Bessarabia). In realtà si tratta più che altro di uno slogan, messo in piedi dagli interventisti che rimasero scontenti dei risultati delle conquiste territoriali. Per molti mesi vi furono una serie di trattati per mettere ordine nella divisione dei territori, ma il più importante fu quello di Versailles del giugno del 1919. Esso imponeva alla Germania di restituire i possedimenti sottratti a Francia, Danimarca e Polonia, di pagare un’enorme ed umiliante riparazione ai danni di guerra, la sua flotta fu eliminata e la Francia occupò i suoi due più importanti bacini industriali, la Saar e la Ruhr. Ciò alimentò il senso di rivalsa del popolo tedesco che avrebbe favorito l’ascesa del nazismo. Inoltre venne introdotta da Wilson in questo trattato la Società delle Nazioni, che avrebbe dovuto risolvere i conflitti imponendo sanzioni ai paesi che avrebbero tentato di dichiarare guerra. Tuttavia non si raggiunse la maggioranza e così neppure gli stessi Stati Uniti la approvarono. Tra il 1919 e il 1920 vennero siglati trattati che decisero le sorti di altri paesi sconfitti. L’Italia ottenne Trentino, Sud Tirolo, Trieste e Istria, nacquero Jugoslavia (Serbia, Bosnia, Montenegro, Croazia e Slovenia) e la Cecoslovacchia. Francia e Inghilterra si spartirono il Medioriente, mentre alla Turchia rimase solo Istanbul e la penisola anatolica.

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