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La tortura


La tortura è un metodo di lesione fisica o psicologica, talvolta inflitta per punire o per estorcere delle informazioni o delle confessioni; molte volte accompagnata dall'uso di strumenti appositamente realizzati. La tortura è attualmente applicata in circa 124 paesi. Nei paesi industrializzati questa è spesso inflitta ai detenuti e a scopo razzista. Nonostante tutto, molti paesi del mondo usano ancora la tortura sia come soluzione per punire criminali e assassini che come mezzo per estorcere informazioni. Ad esempio è a tutti noto che alcuni paesi musulmani applicano ancora oggi sulla pubblica piazza pene corporali come la fustigazione, il taglio della mano e la lapidazione. Grande impressione in tutto il mondo ha suscitato la scoperta di torture eseguite da parte del personale militare degli Stati Uniti d'America presso la prigione di Abu Ghraib in Iraq nel 2003/2004 e di Guantanamo Bay a Cuba. Tra le torture inflitte sicuramente vi è la privazione del sonno e l'esposizione al freddo, per ammissione delle autorità statunitensi. La convenzione contro la Tortura, tra i vari comitati dei Diritti Umani, è uno di quelli più efficaci ed incisivi, tuttavia il Comitato può esercitare controlli solo se uno stato dichiara espressamente di accettarli. La Convenzione è stata approvata dall'Assemblea dell'ONU a New York il 10 dicembre 1984, ed è entrata in vigore il 26 giugno 1987.
Al giugno 2008, è stata ratificata da 145 Paesi. Il 26 giugno è la giornata internazionale di sostegno alle vittime della tortura. L'Italia ha sottoscritto la Convenzione, ma, nonostante molti solleciti anche a livello internazionale, il Parlamento italiano non ha ancora approvato la legge di ratifica. Nel 1987, è entrata in vigore una Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene, ratificata da 47 Stati europei. L'Italia la ha sottoscritta solo il 25 ottobre 2012, ma non l'ha ancora ratificata, sicché non è operativa in Italia, come non esiste ancora in Italia il reato di tortura.

Gli strumenti di tortura

La ricerca rivela come le percosse siano ampiamente il metodo di tortura più diffuso tra gli agenti di polizia in oltre 150 paesi. Le percosse vengono inflitte con pugni, bastoni, calci di pistola, fruste improvvisate, tubi di ferro, mazze da baseball, fili elettrici. Le vittime patiscono contusioni,
emorragie interne, frattura di ossa, perdita di denti, danni ad organi vitali. Molti perdono la vita. Sono molto diffusi lo stupro e gli abusi sessuali sui prigionieri. Tra gli altri metodi di tortura più comuni, c'è l'elettroshock, la sospensione del corpo, colpi di bastone sulla pianta dei piedi, soffocamento e detenzioni in isolamento prolungate. Altri metodi sono l'immersione in acqua, lo spegnimento di sigarette sul corpo, la privazione del sonno e delle funzioni sensitive. Nella stessa Italia era in uso diffuso sino a cinquant'anni fa il "letto di contenzione" come mezzo di punizione dei carcerati, che venivano legati (in costante trazione con cinghie alle spalle ed ai piedi) ad un tavolaccio (con un buco al centro per gli scarichi fisiologici) ininterrottamente per il periodo di punizione (di solito quindici giorni o multipli); il malcapitato, che soffriva di continui crampi per la posizione in trazione, veniva imboccato da un altro detenuto per poter sopravvivere. I tre tipi di tortura più crudeli mai conosciuti sono: l'inchiodamento a un palo (tipo la crocifissione), l'impalamento (al malcapitato veniva fatto passare un palo di ferro dall'ano fino alla bocca), e il “Il Toro di bronzo” (la vittima veniva costretta in un sarcofago con le sembianze di toro, munito di flauti, in modo che le urla della vittima, causate dal surriscaldamento del sarcofago, somigliassero al muggito di un toro).

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