Stato nazionale Tedesco - Sviluppo della Prussia

Durante tutta la prima metà (ed anche gli inizi della seconda metà) del XIX secolo fu costante lo sviluppo economico e politico della Prussia, la quale non aveva rinunciato a farsi la promotrice dell’unificazione tedesca.
La Prussia concepì sempre l'unificazione della Germania sotto il proprio controllo (perciò il re di Prussia non accettò la proposta del parlamento di Francoforte, accettare quella proposta significava dare al popolo il diritto di decidere e questo concetto era assolutamente rifiutato dalla casta militare ed economica che guidava la Prussia) e non aveva mai cessato di sviluppare le proprie industrie e il proprio esercito, in vista di una azione militare.
Fortissima era la produzione di carbone, elevatissimo il grado di produttività dell’industria metallurgica (armi, costruzioni ferroviarie).
Nel 1852 la Prussia riuscì a creare lo Zollverein, cioè un’unione economica fra i vari stati tedeschi, sotto il proprio controllo.
Nel 1858 divenne re di Prussia Guglielmo I, il quale dette un enorme impulso alla militarizzazione della nazione e rese più autoritario che mai il dominio della monarchia.
II suo maggiore collaboratore fu il principe Ottone di Bismark, primo ministro. Bismark fu uno statista di valore e dedicò tutta la propria attività alla creazione, sotto la direzione della Prussia, dello stato nazionale tedesco.
Egli era convinto che le controversie internazionali e interne non potevano risolversi che con la forza: «I problemi attuali — disse in un discorso del 1862 — non saranno risolti con discorsi e decisioni prese a maggioranza, ma col ferro e col sangue».
Partendo da tali convinzioni, il Bismark favorì in ogni modo il rafforzamento militare della Prussia: sotto il suo cancellierato (il primo ministro era chiamato «cancelliere» in Prussia) l’esercito prussiano divenne il più forte e meglio armato del mondo.
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