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Gli Stati Uniti: Potenza mondiale

Nella seconda metà dell'Ottocento gli Stati Uniti ampliarono enormemente i loro possedimenti con la conquista dei territori dell'Ovest (il selvaggio Far West), completando la loro estensione sino alla costa del Pacifico. Gli Indiani che abitavano in quelle terre furono annientati da una seri di guerre, al termine delle quali, nel 1890, i pochi sopravvissuti vennero relegati in apposite riserve dove conducevano una vita di stenti.
Nonostante la durezza e i periodi della vita di frontiera,milioni di pionieri si spostarono a Ovest per diventare coltivatori o allevatori nei vasti apprezzamenti concessi dallo Stato: molti si improvvisarono d'oro. Mentre il personaggio più rappresentativo del West era il cow-boy (guardiano di mandrie), i nuovi territori si popolavano di villaggi e cittadine, in cui l'ordine sociale era garantito da uno sceriffo e da appositi corpi di vigilanza.
Negli stessi anni si inasprì il contrasto tra gli Stati del Nord (a economia industriale) e quelli del Sud (a economia agricola), nelle cui vastissime piantagioni (sopratutto di cotone) si utilizzavano gli schiavi neri.
Quando fu eletto presidente degli USA Abraham Licolm, convinto antischiavista, gli Stati del Sud si staccarono da quelli del Nord proclamando una confederazione autonoma. Scoppiò così una guerra di Seccessione (separazione), conclusasi nel 1865 con la vittoria dei Nordisti: la schiavitù fu abolita,ma gli schiavi liberat rimasero discriminati e con gravi problemi di sopravvivenza.
L'ampliamento del territorio,la forte industrializzazione e l'enorme disponibilità di risorse naturali consolidarono il pregio degli Stati Uniti che, acquistato ormai il ruolo di grande potenza, incominciarono a esercitare una politica imperialistica di predominio polito e economico. L'america centrale divenne in sostanza un territorio controllato dagli USA.

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