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La Guerra Fredda


Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Europa è distrutta.
Gli stati uniti decidono di avviare il piano “Marshall”, che partì nel 1945 ma si rafforzò nel 1947 e voleva dare aiuti economici all’Europa senza interessi.
Tutti i paesi europei accettarono tranne l’Unione Sovietica, guidata da Stalin.
Nel 1945 ci fu un incontro a Potsdam, nei pressi di Berlino, dei paesi usciti vincitori dalla Guerra, ovvero gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Unione Sovietica.
Assieme avrebbero dovuto scegliere chi avrebbe dominato sul mondo, ma era chiara la crisi tra questi paesi.
Iniziò quindi la Guerra Fredda, “fredda” perché non ci fu mai uno scontro militare diretto, mentre “guerra” perché la tensione fu molto aspra e frontale.
Sebbene nel 1945 fosse nata l’Onu a San Francisco, che aveva come scopo la fine di tutti i contrasti politici in modo pacifico, le tensioni tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti non terminarono.
I due si divisero in modi differenti.
Gli Stati Uniti, ebbe contatto con tutti i paesi dell’Europa occidentale grazie al patto Atlantico, che oltre a essere un patto di tipo economico, divenne anche un patto di tipo militare.
L’Unione Sovietica, invece, conquistava i territori dell’Europa orientale e instauravano in ognuno di questi il comunismo, un movimento dittatoriale creato da Stalin che veniva messo al centro come se fosse una divinità, facendo diventare questo movimento di culto personale.
Gli oppositori del movimento venivano chiusi nei gulag sovietici.
Tutti i paesi occupati dai sovietici erano chiamati “repubbliche popolari”.
Anche la Cina divenne nel 1949 una repubblica popolare, dopo essersi liberata dall’occupazione giapponese.
Il Vietnam, come la Germania, venne diviso in repubblica popolare e quella democratica, dall’Unione Sovietica e gli Stati Uniti.
Per lungo tempo, il Vietnam sovietico, quello del Nord, annunciò guerre contro il Vietnam americano, del Sud.
La guerra era portata alla conquista di maggiori territori dopo il 38° parallelo.
Dopo la battaglia che iniziò 1949 e finì nel 1953, il confine rimase sempre al 38° parallelo.
Sempre nel 1953, Stalin morì e da qui incominciò il movimento di “destanilizzazione”, con leader Nikita Chruscev, nuovo segretario generale del Partito Comunista dell’Urss.
La destanilizzazione dava maggiori libertà ai cittadini, diminuiva i controlli polizieschi, vennero pubblicati libri che prima non sarebbero mai stati pubblicati, gli oppositori del partito non venivano mandati più nei gulag, bensì erano mandati in esilio.
Sebbene ciò, il partito rimase sempre anti-democratico, lasciando il potere solo alla stretta cerchia dei massimi dirigenti.
Nel 1956 in Polonia (ma in seguito anche in Germania) ci fu una rivolta di operai i quali volevano maggiori diritti sindacali dal potere sovietico.
Chruscev voleva mandare delle truppe a reprimere la rivolta, ma il leader del partito comunista polacco, Gomulka, riuscì a fermare la rivolta evitando l’intervento sovietico.
Gomulka avviò inoltre delle riforme che diedero nuovo potere alla chiesa polacca. Una rivolta del genere ci fu anche in Ungheria, ma a differenza di quella polacca, questa rivolta venne repressa a sangue dalle truppe sovietiche.
Dopo ciò, in Italia gli intellettuali che facevano parte del partito comunista italiano decisero di uscire dal partito.
Ogni paese dell’Europa Occidentale iniziò a capire che ogni paese doveva avere una propria “via nazionale” senza movimenti politici precostituiti.
In Cina, venne creato un nuovo modello di comunismo, detto “filocinese”, mentre quello sovietico era chiamato “filosovietico”.
Sebbene ciò, il comunismo di Stalin continuò ad espandersi ed entrò anche nell’America Latina.
A Cuba, Fulgencio Batista aveva instaurato un regime favorevole agli Stati Uniti.
Ci fu quindi una rivolta popolare, guidata dal giovane avvocato Fidel Castro, che mise fine alla dittatura di Batista.
Il nuovo governo, non aveva nessun modello politico, ma ci fu una riforma agraria modificando le condizioni di vendita all’estero dello zucchero.
Ciò mise in difficoltà molte produzioni di Washington, che cercarono di mettere fine
al governo di Castro, ma il tentativo fallì.
La destanilizzazione portò ad un miglioramento dei rapporti tra i due blocchi,
portando così una “distensione” o “coesistenza pacifica”.
I due blocchi avevano ormai occupato metà mondo, avevano lo stesso numero di arsenali nucleari e le spese militari erano troppo alte.
Nei paesi africani, molti paesi non volevano far parte di nessuno dei due blocchi e quindi si formarono “i paesi non allineati”.
Nel 1960 venne eletto come presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy.
Egli aiutò i paesi sottosviluppati, diede sussidi negli Usa e favorì l’integrazione dei
neri nella società, inoltre egli migliorò molto il rapporto con l’Urss simboleggiato dal “telefono rosso” che metteva in comunicazione Washington e Mosca.
Kennedy venne ucciso nel 1963 a Dallas, in Texas e i motivi sono ancora misteriosi. Anche la Chiesa, con papa Giovanni XX, portò a rivoluzioni e dialogo con gli
uomini, modificando la lingua di liturgia dal latino a lingue moderne.
Nel 1964, Chruscev venne rimpiazzato da Breznev che portò la Russia a un
involuzione chiamata “stagnazione brezneviana”, sebbene ciò i rapporti tra Usa e Urss rimasero alti, in fatti entrambi nel 1972 diminuirono gli arsenali nucleari.
Sebbene ci fosse stata la coesistenza pacifica, continuarono a esserci problemi.
In Germania, divisa tra Germania Est e quella Ovest, venne costruito a Berlino un muro tra il confine della Germania sovietica e quella americana., questo era incavalcabile e non permetteva ai berlinesi di scappare dalla zona sovietica a quella americana.
A Cuba, le tensioni con il governo di Washington spinse l’isola a diventare una repubblica popolare. L’Urss cercò di installare missili a Cuba ma il tentativo fu
scoperto e represso.
Il Vietnam del Nord continuò a dichiarare guerra al Vietnam del Sud, ma gli
Americani decisero di ritirarsi progressivamente e quindi tutto il Vietnam divenne completamente sovietico.
In Cecoslovacchia si cercò di creare un “socialismo dal volto umano”, più giusto e libero. Questa “Primavera di Praga”, venne però repressa a sangue dalle truppe sovietiche nel 1968.

Nel corso dei primi anni ’80 del Novecento, l’Unione Sovietica attraversò una crisi economica e sociale, le spese per le battaglie perse in Afghanistan erano troppo alte e non era possibile assicurare un livello di sviluppo. I paesi satelliti non riuscivano dare abbastanza libertà ai cittadini.
In Polonia nacque un sindacato chiamato Solidarnosc (solidarietà), questo divenne nel corso degli anni legale sebbene ci fosse stato un colpo di stato nel 1981 dal generale Juruzelski. In Polonia iniziarono a esserci elezioni libere.
Nel 1985 venne eletto Gorbacev come segretario generale del partito comunista, il quale volle mettere in atto dei cambiamenti:
• Ci fu il disimpegno dalla guerra in Afghanistan.
• Ci fu una vera e propria collaborazione con Reagan, il nuovo presidente degli
Stati Uniti.
• Vennero ridotte gli arsenali nucleari.
Ci furono delle importanti riforme politiche:
• Glanost, “trasparenza”, trattava di maggiori libertà di discussione e
informazione.
• Perestrojka, “rifondazione”, rifondazione della politica ed economia.
In politica ci fu la presenza anche di altri partiti non comunisti, venne reso
possibile avviare un’attività agricola indipendente.
Sebbene ci fossero state queste riforme, Gorbacev non ebbe consenso dai concittadini, inoltre l’economia russa non migliorava.

I paesi dell’est, da sempre controllati dall’Urss, si liberarono dall’occupazione sovietica. Ciò avvenne in Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia e Bulgaria.
Nel 1989 ci fu l’abbattimento del muro di Berlino e l’anno seguente fu creato un unico stato.
In questo periodo i paesi baltici assieme la Georgia e l’Armenia divennero liberi.
Nel 1991 ci fu un colpo di stato che mise agli arresti Gorbacev, che però fallì.
La reazione popolare fu guidata da Boris Eltsin.
Nei mesi successivi, il partito comunista venne sciolto, tutti i paesi controllati dall’Unione Sovietica furono resi autonomi e il 25 dicembre Gorbacev si dimise e la bandiera cambiò da quella rossa venne sostituita da quella del nuovo governo, la federazione russa.
Sebbene ci fossero stati delle riforme, in Russia la democratizzazione era resa difficile portarono a una crisi sovietica, si erano formate classi sociale ricchissime e poverissime e si era formata una pericolosa e diffusa criminalità organizzata.
Ci furono dei problemi nel Caucaso, in Cecenia, dove fu richiesta libertà, ma venne rifiutata e ci fu una sanguinosa repressione da parte dei sovietici.
Dal 2000 al 2004 ci fu al potere politico Vladimir Putin
In Cina ci furono modernizzazioni ma non ci fu una democratizzazione, quindi ci furono delle proteste da parte dei pechinesi.
La piazza di Tien An Men venne occupata dai pechinesi, ma questi furono repressi da parte dei carri armati cinesi. Ciò simboleggiava la frattura della Cina, molto sviluppata socialmente e economicamente, ma non democraticamente.
Nel giro di pochi anni, il comunismo sovietico crollò.
Nella prima volta da dopo la Seconda Guerra Mondiale, il mondo non era diviso in due blocchi e da qui incominciava ad essere più libero e dinamico, ma in un certo senso più “disordinato” e instabile.
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