Roma - Vita nell'età monarchica


Quando Roma era ancora un «oppidum» quadrato, la vita che vi si conduceva era semplicissima e rozza. Non esisteva la piazza centrale (il Foro), né c’erano strade; gli uomini vivevano in capanne, si nutrivano di latte, formaggio, ortaggi, vestivano pelli di animali, portavano baffi, barba, capigliature incolte; Roma era infatti basata sull’agricoltura e non come avvenne col tempo, sul commercio.
La venuta degli Etruschi modificò le cose: si costruirono case in muratura, fognature, edifici pubblici (il Foro, il tempio di Giano, il tempio di Vesta, la Cloaca Massima). Con la comparsa del danaro, sorsero botteghe, negozi, quartieri di artigiani come il vicus Jugarius, il vicus Unguentarius, il vicus Sandaliarius (in latino vicus significa villaggio, quartiere; poi il termine si è esteso a significare strada o vicolo).
- Il vicus Jugarius era il quartiere dei fabbricanti di gioghi, cioè di arnesi di legno per attaccare i buoi all’aratro;
- Il vicus Unguentarius era il quartiere dei fabbricanti di profumi;
- Il vicus Sandaliarius era il quartiere dei calzolai, fabbricanti di sandali.
Le più importanti strade della Roma antichissima furono la via Sacra (detta così forse perché fiancheggiata da templi) e il vicus Tuscus, che tagliava in due il quartiere etrusco.

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