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La libertà nella quale viviamo oggi è una dura conquista di giovani che circa 70 anni fa hanno rischiato la vita per la patria e sono morti per difenderla.
In particolare i partigiani, gruppi di volontari armati decisi a lottare contro l’opposizione nazista. Questa lotta venne definita Resistenza, che si trasformò presto in una sanguinosa guerra civile che oppose i partigiani ai Fascisti.
La guerra di Resistenza fu combattuta anche da reparti dell’esercito regolare che, dopo l’armistizio, contrastarono le occupazioni tedesche combattendo a fianco degli Angloamericani. Le organizzazioni partigiane, che contavano tra i 250000 e i 300000 combattenti, erano costituite da persone di ogni ceto sociale e fede politica. Le brigate partigiane avevano costituito le loro basi sulle montagne, dalle quali partivano per azioni di guerriglia e di sabotaggio ai danni dell’esercito tedesco e dei presidi fascisti. Queste consistevano in rapidi attacchi, sabotaggi e attentati contro le truppe tedesche e contro i repubblichini (l’esercito della Repubblica di Salò). La Resistenza ebbe origine quando l’8 settembre 1943 Badoglio firmò a Cassibile la resa incondizionata con Hitler. Così, quest’ultimo decise di invadere l’Italia cominciando dal centro-nord. L’esercito italiano cedette così gran parte del paese alle truppe di Hitler. I nazisti decisero allora di creare uno Stato fascista, formalmente autonomo, nell’Italia centro-settentrionale. Il 12 settembre 1943 il duce proclamò la nascita della Repubblica Sociale italiana, detta anche Repubblica di Salò (dal nome della città in cui si stabilì il governo).

La Repubblica partigiana dell’Ossola
Tra il 9 settembre e il 22 ottobre del 1944 i partigiani dell’Ossola, dopo molti mesi e molte lotte, riuscirono a cacciare dal territorio ossolano i nazifascisti, fondando così “la Repubblica dell’Ossola”. Tra la fine del 1943 e il 1944 sono moltissime le azioni partigiane che possiamo ricordare:
• L’8 novembre 1943 l’insurrezione di Villadossola, una delle prime sollevazioni popolari in Italia e subito soffocata dai nazifascisti
• Il 13 febbraio 1944 la battaglia di Megolo nella quale morì il capitano Filippo Maria Beltrami, uno degli iniziatori della lotta dell’alto novarese.

In risposta alle azioni partigiane,in una zona strategica come l ’Ossola, incuneata tra le montagne del confine svizzero ed attraversata anche dalla ferrovia internazionale del Sempione, vennero lanciati attacchi e rastrellamenti, anche imponenti, come quello del 10 giugno 1944, che interessò la val Grande ed ebbe come obbiettivo l’eliminazione della Divisione della Val d'Ossola. Molti partigiani vennero uccisi, mentre altri vennero catturati e fatti sfilare in numerosi eccidi, fra i quali quello di Fondotoce, dove passarono 43 prigionieri, uno dei quali è sopravvissuto. Nonostante il colpo subito, la Resistenza ossolana ricominciò ben presto a premere contro il nemico arrivando a liberare anche Domodossola, centro principale della zona.

Dopo aver costretto alla resa i Tedeschi che presidiavano Domodossola, Dionigi Superti, comandante della formazione partigiana Valdossola, ordinò anche a nome delle altre formazioni la costituzione di una Giunta di Governo per l’amministrazione del territorio liberato. La Giunta provvisoria di governo aveva sede in Domodossola presso il Palazzo di città, mentre nei vari Comuni vennero ricostituite le varie amministrazioni locali. La Giunta Provvisoria di Governo della Repubblica dell’Ossola affrontò una vasta mole di lavoro che toccava argomenti e settori di rilevanza nazionali, proiettati nel futuro dell’Italia liberata. Subito, infatti, si riorganizzarono i sindacati e vennero dati alle stampe diversi giornali, favorendo il dialogo e la discussione democratici. Dalla Confederazione Elvetica giunsero in Ossola numerosi fuoriusciti antifascisti italiani, alcuni dei quali diventarono poi Membri dell’Assemblea Costituente, di Governi e di Parlamenti della Repubblica italiana. (pag 293) (Vigorelli, Terraccini...).
L’attività della Giunta provvisoria di governo si protrasse per 6 settimane e durò dal 10 settembre al 23 ottobre 1944, quando l’Ossola venne rioccupata dalle forze nazi-fasciste. Le forze partigiane, infatti, avendo pochi uomini e armamenti e non avendo ricevuto gli attesi rifornimenti promessi dagli alleati, dovettero ripiegare in altre vallate o sconfinare in Svizzera. Nell’inverno del 1944 – 1945 solo alcune formazioni continuarono a operare in zona, preparando la successiva insurrezione di primavera con costanti attacchi alle forze di occupazione.
La definitiva liberazione dell’Ossola ebbe luogo il 24 aprile 1945.

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