Repubblica Romana - Guerre coi Sanniti


Roma cominciò ad estendersi nell'Italia meridionale, dove si scontrò con i Sanniti e con i Greci.
I Sanniti erano discendenti delle tribù osche stanziatesi nell’Italia meridionale ed occupavano, sotto il nome di Campani (chiamati così poiché il loro centro importante era la città di Capua, ed i Greci li chiamavano tutti Cappanoi, cioè Capuani), tutta la zona dal Volturno al Vesuvio. Altri Sanniti si erano insediati in quelle regioni che oggi chiamiamo Irpinia e Sannio, in Puglia ed in Lucania.
Dal 341 al 334 si combatté una guerra coi Sanniti Campani, la cosiddetta «prima guerra sannitica» che non portò a risultati importanti; dal 327 al 304 si ebbe invece un duro conflitto, la «seconda guerra sannitica».
La guerra fu aspra per Roma; il duce dei Sanniti Gaio Ponzio, alle Furculae Caudinae (un valico montano) costrinse addirittura i Romani all’umiliazione del «giogo» (i Romani con indosso solo una veste furono fatti uscire dagli accampamenti e fatti passare sotto il gioco seminudi; i nemici stavano intorno schernendoli e ad alcuni venivano puntate le spade e venivano feriti e uccisi), alla consegna di 600 ostaggi e ad una pace durissima di 40 anni.
Appena le fu possibile Roma riprese le ostilità con la terza guerra sannitica; stavolta i Romani vinsero (a Boviano e Sentine) e conquistarono il territorio dei Sanniti.

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