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LA PRIMA GUERRA MONDIALE

LE CAUSE


Politiche


Alla vigilia della guerra i rapporti tra gli stati europei erano tesi. L’Europa si suddivise in due schieramenti pronti:
- La Triplice Alleanza (1882), che comprendeva Germania, Austria e Italia;
- La Triplice Intesa (1907), costituita da Francia, Gran Bretagna e Russia.

Militari


Le grandi potenze, la Germania soprattutto, da anni si preparava alla guerra dotandosi di grandi armamenti. Per questo si parla di corsa al riarmo, nonostante ancora si credesse che la guerra sarebbe durata pochi mesi.

Economiche


Tra le potenze industriali si era scatenata anche una gara economica.

Culturali


Nei primi anni del secolo si diffuse un giudizio positivo sulla guerra. Parte dell’opinione pubblica vedeva nella guerra l’unica possibilità di cambiamento della situazione sociale e politica. Alcuni scrittori italiani vedevano nella guerra un modo per risolvere i problemi.

LA GUERRA


Allo scoppio della guerra l’Italia si dichiarò neutrale, ma in Italia la popolazione si divideva tra neutralisti, ovvero coloro che volevano che l’Italia rimanesse neutrale (religiosi, socialisti, parlamenti liberali) e interventisti, favorevoli alla guerra (nazionalisti, esercito, grandi gruppi industriali, socialisti, democratici e anche Benito Mussolini).
Il 26 Aprile 1915 il governo italiano firmò a Londra un patto con Francia e Inghilterra: l’Italia si impegnava a entrare nel conflitto (però con la Triplice Intesa) in cambio della promessa di notevoli acquisti territoriali. Il patto di Londra venne tenuto segreto per due anni. Il 24 Maggio 1915 l’Italia entrò in guerra. L’Italia affrontò la guerra in modo molto impreparato. Inizialmente la guerra era una guerra di movimento, che poi diventò di posizione.

CONCLUSIONE


Nel 1918 la Prima Guerra Mondiale per via di varie sospensioni per vari paesi si concluse e terminò con dei trattati di pace che furono firmati a Parigi tra il 1919 e il 1920. Molti nuovi stati furono considerati indipendenti e alcuni paesi avevano conquistato nuove terre. L’Italia ricevette dei paesi, ma non quelli del patto di Londra, perché quei paesi erano ormai indipendenti, perciò la vittoria dell’Italia fu considerata una vittoria mutilata. Il mondo uscì dalla guerra e quattro Imperi erano crollati, erano nate nuove nazioni, l’Europa si era indebolita sia dal punto politico che economico e gli Stati Uniti cominciavano a emergere.

IL PRIMO DOPOGUERRA

Negli anni del dopoguerra la popolazione subì un’altra pesante prova. Tra il 1913 e il 1924 si diffuse in Europa una terribile epidemia di influenza, la cosiddetta “spagnola”. Fu una vera strage, che sommata alle perdite causate dalla guerra provocò una grave crisi economica. Le fabbriche che durante la guerra avevano prodotto armi, aerei, navi furono costrette a chiudere o alla riconversione industriale, cioè a cambiare produzione. Le fabbriche cominciarono a licenziare, così si diffuse povertà e disoccupazione. I prezzi aumentarono in modo vertiginoso. Infine si presentò il problema dei reduci, cioè i soldati che tornavano dalla guerra. Alcuni tornavano invalidi e chiedevano assistenza allo Stato.

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