Caratteristiche generali della polis


Nel Medioevo ellenistico si diffuse in Grecia la città-stato: la polis. Precedentemente gli Achei erano governati da un re e si parlava quindi di monarchia. Con l'avvento della polis, invece, il potere apparteneva a più persone dell'aristocrazia. Si parlava del governo dei migliori, dei nobili. Molte poleis avevano un territorio ristretto. Le più grandi erano Atene e Sparta. Ogni polis aveva un governo, delle leggi, delle tradizioni e dei costumi. Ognuna di esse aveva un diverso calendario, diversi pesi e misure e monete. Ogni polis era composta da una città vera e propria (dove vi erano case, botteghe, l'agorà, cioè piazza). Poi vi era l'acropoli o città alta, nella quale vi erano i templi degli dei.
Nel VIII secolo a.C. cominciò in Grecia la cosiddetta età arcaica. In questo periodo si svilupparono: artigianato, commercio e comparve uno strumento molto importante per gli scambi, la moneta. Nacque così il dèmos, formato da piccoli proprietari terrieri, commercianti e artigiani. Il dèmos definiva il governo degli aristocratici un'oligarchia, ovvero un governo di pochi. Si affermò poi la tirannia, ovvero governo di un solo aristocratico con il consenso del dèmos. Oggi la parola tirannia ha un significato negativo, ma allora consentì l'abbattimento del potere aristocratico per arrivare poi alla democrazia, che significa governo del popolo.
Al dèmos appartenevano però solo coloro che possedevano qualche proprietà, solo loro venivano considerati cittadini.
Gli schiavi, i poveri, le donne, gli stranieri non contavano nulla.
Aristòtele aveva affermato che se un uomo non era capace di vivere nella polis era una bestia oppure un Dio.
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