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“I monasteri”

I monasteri nel periodo storico del Medioevo erano molto importanti perché venivano considerati a tutti gli effetti il centro ed il punto di ritrovo dei vari paesi e delle diverse città. Erano quindi definiti “i luoghi in cui veniva custodito il sapere”. Furono infatti luoghi di raccolta di manoscritti, ma anche sedi di biblioteche (un tempo private e chiuse alla consultazione generale).

Posizione

I monaci non costruivano le loro sedi in città, ma nelle campagne: lontano dai centri abitati in modo da poter coltivare il terreno circostante per piantarvi ciò che occorreva loro per sopravvivere.

Le attività dei monaci

Le attività da loro svolte coprivano diversi campi lavorativi: non solo agricoltura e allevamento ma anche infermeria e medicina, poiché nei campi venivano cresciute anche erbe mediche. Abbatterono boschi per procurare il legname, prosciugarono paludi, scavarono canali per irrigare campi e vigneti (il vino è indispensabile per la celebrazione della messa) e crearono delle vere e proprie scuole dove si tramandavano le conoscenze dell’antichità classica. L’esperienza monastica, come forma di vita organizzata, ebbe inizio nella Chiesa nel IV secolo.

I monaci amanuensi

A questa particolare categoria di monaci veniva affidato il prezioso compito di trascrivere i libri e perciò la conoscenza era legata ad un elite, quella ecclesiastica appunto, l’unica ad avere il tempo necessario per dedicarsi correttamente allo studio.

La giornata di un monaco

Il compito più importante per un monaco era la preghiera. Durante il corso della giornata si avevano 8 orari in cui i monaci si riunivano e pregavano collettivamente. Quando il tempo non era dedicato alla preghiera di gruppo, i monaci leggevano, si dedicavano all’agricoltura e all’ allevamento oppure svolgevano altre attività artigianali come ad esempio la pittura o la scultura.
Oltre alla preghiera di gruppo però, si svolgeva anche la preghiera individuale.

Lo stile di vita

A guidare la vita di un monaco erano le indicazioni della Regola, dettata da San Benedetto nel 534 d.C., conosciuta come la regola Benedettina.


Le biblioteche

All’interno dei monasteri si trovavano le biblioteche. Le biblioteche erano delle grandi stanze dove venivano raccolti e conservati i libri (inizialmente quelli sacri). Col passare del tempo, in questi luoghi, venivano conservati anche i libri per l’istruzione (utilizzati per studiare il Latino).

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