Impero Romano - Situazione economica e sociale


Nel periodo iniziale della Roma imperiale si hanno importanti mutamenti economici e sociali.
La riorganizzazione dello Stato, con l'eliminazione degli appalti (e dello sfruttamento da parte degli appaltatori), permise la ripresa economica delle province. Questa ripresa fu favorita anche da un altro fenomeno: nelle province non esisteva una schiavitù numerosa come a Roma, in quanto le province non potevano effettuare guerre di conquista (in politica estera dipendevano da Roma), quindi non potevano procurarsi schiavi in gran numero. Ciò determinò nelle province l’apparizione di lavoratori liberi, i quali, lavorando per il proprio interesse, dettero un grande impulso alla produzione di beni ed al miglioramento della tecnica, in vari settori.
Il lavoro dei liberi è più entusiasta e produttivo di quello degli schiavi; inoltre il lavoratore libero cerca di inventare nuovi strumenti, per guadagnare di più; allo schiavo, invece, tutto ciò non interessa affatto.
In questo periodo solo nelle province si hanno innovazioni tecniche: nella Rezia viene inventato l’aratro a ruote, in Gallia la falciatrice, in Asia il mulino ad acqua, in Spagna nuove tecniche di fusione dei metalli, in Gallia l’ottone, in Egitto il vetro per le finestre.
Nelle regioni periferiche dell’impero si sviluppano grandi città produttive, come Aquileia, Antiochia, Cadice, Arles, Lione, Colonia, Londra.
Al contrario, l’Italia e Roma, che sono al centro del sistema imperiale romano, decadono. Decadono perché non producono nulla, in quanto in Italia la produzione era affidata agli schiavi e non poteva reggere alla concorrenza delle province, che fornivano roba migliore ed a prezzi più bassi, grazie al lavoro libero.
Ciò finì per annullare del tutto la produzione in Italia. Per quanto riguarda l’agricoltura, poi, le cose andavano ancora peggio. Le terre abbandonate nelle mani degli schiavi restavano incolte e non producevano nulla, ragion per cui bisognava importare da fuori i prodotti necessari all’alimentazione. Questi prodotti venivano pagati dallo Stato con il danaro che lo Stato riceveva sotto forma di tributi dalle province: in definitiva questo danaro tornava alle province dalle quali era partito.

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