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La funzione del settore industriale e dell'economia durante l'età bellica (Grande Guerra)


Durante il periodo della Grande Guerra, tutte le industrie pesanti si svilupparono: aumentarono di numero, dimensioni e addetti ai lavori.
La particolarità di questo fenomeno sta nel fatto che la domanda proveniva da Stati e non da privati. Il fatto che la domanda provenisse dagli Stati favorì l’intervento di quest’ultimi nell’economia e nell’industrializzazione di Paesi maggiormente arretrati dal punto di vista industriale, come la Francia e l'Italia.
Di conseguenza, si rafforzò il fenomeno dei trust e dei cartelli, e ciò determinò danni ingenti alle imprese minori.
Allo scopo di mantenere alto il consenso ad un’economia basata sulla guerra, lo Stato intervenne in modo repressivo, pretendendo disciplina e censurando ciò che poteva intaccare questo equilibrio, come ad esempio la corrispondenza privata dei soldati.
A livello finanziario, invece, al fine di sostenere i costi della guerra, ci fu una crisi economica, infatti, fallì sia l’aumento delle tasse che l’aumento di carta moneta, reso vano dall’inflazione dilagante. Fu così che in una rete di prestiti internazionali i paesi più deboli furono costretti ad indebitarsi con i più forti, e tutti quanti con gli Stati Uniti.
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