Concetti Chiave
- Giovanna la Pazza, nata Giovanna di Trastamara, fu duchessa di Borgogna e regina di Castiglia e Aragona, contribuendo all'unificazione della Spagna moderna.
- Nonostante il matrimonio forzato con Filippo d'Asburgo, ebbe sei figli e la sua vita fu segnata dalla pressione politica e familiare.
- Alla morte dei fratelli, ereditò il trono di Castiglia e Aragona, ma fu ostacolata dai genitori e dovette affrontare un periodo complesso con il marito Filippo.
- Dopo la morte di Filippo, Giovanna fu considerata incapace di governare e fu rinchiusa in un monastero a Tordesillas fino alla morte.
- La sua lunga prigionia fu caratterizzata da isolamento e pressioni religiose, e fu liberata brevemente durante la rivolta dei comuneros nel 1520.
Questo appunto di Storia riguarda una serie dettagliata di informazioni sulla situazione familiare di Giovanna la Pazza, riportandone anche la lunga condizione di prigionia a cui la famiglia la costrinse per preservare gli interessi politici della corona spagnola.
Indice
Informazioni biografiche: nome reale, vita e studi
Giovanna la Pazza si chiamava Giovanna di Trastamara o Giovanna di Aragona e Castiglia. Nasce a Toledo il 6 novembre 1479 e morì a Tordesillas il 12 aprile 1555. È stata duchessa di Borgogna, regina di Castiglia e di Aragona, grazie alla cui unione si è costituita la Spagna moderna. Aveva numerosi titoli nobiliari:- Regina di Napoli, di Sicilia, di Sardegna, delle Indie
- Duchessa consorte di Borgogna
- Duca di Galizia, Granada, Siviglia, Murcia, Gibilterra
- Filippo I di Castiglia, il padre
- Isabella I la Cattolica, la madre
- Isabella, Giovanni, Caterina, i fratelli
- Diritto civile
- Matematica
- Lingue
- Filosofia
- Disegno
- Buone maniere
- Abilità equestri
- Musica
- Arte del cucito e del ricamo
- Falconeria e caccia
- Eleonora
- Carlo I
- Isabella
- Ferdinando
- Maria
- Caterina
Fu vittima delle decisioni del padre per tutta la vita, ma dimostrò sempre un grande carattere, nonostante la durissima prigionia.
Sviluppi politici successivi: morte dei fratelli, eredità
Alla morte dei fratelli Giovanni e Isabella, Giovanna ricevette in eredità il trono di Castiglia e Aragona. Nel momento in cui si voleva ricevere conferma di questa eredità, Giovanna stava per partorire il figlio Ferdinando; tuttavia, volendo in prima persona occuparsi della vicenda, fu ostacolata dai genitori, che desideravano fortemente che Giovanna allevasse il figlio in Spagna. Alla fine, viste le resistenze della figlia e la propria convinzione, la lasciarono partire verso il marito e trattennero il figlio Ferdinando alla corte di Spagna.Al momento del loro incontro, i due regnanti vissero un periodo molto complicato, perché Filippo aveva preferito stare con un’altra donna in quel periodo di assenza della moglie. La relazione, comunque, continuò, seppur tesa. Aumentarono le crisi di gelosia di Giovanna. Alla morte della madre di Giovanna, iniziarono i problemi di successione, che assunsero dei risvolti drammatici.

La successione al trono di Giovanna: complicati equilibri
Ferdinando assunse il potere e prese anche alcune decisioni discutibili, sposando Germana de Foix, che era la nipote del re Luigi XII di Francia. Con questo matrimonio, sperava di avere un figlio per ereditare i territori di Giovanna. Riuscì, tuttavia, a concordare con il padre di Giovanna un trattato per quei territori, che venne smentito poco dopo, per preservare i diritti della figlia su di essi. Gli storici riportano questa espressione: «ambedue hanno interesse ad accreditare l'idea che Giovanna sia incapace di governare.»Il 25 settembre 1506, Filippo morì e Ferdinando decise di scrivere a tutte le corti, preoccupato per la demenza di Giovanna, causata probabilmente dalla morte improvvisa del marito che tanto amava. Non esistono, tuttavia, testimonianze e prove evidenti di questo atteggiamento. La donna mantenne, infine, solo il titolo di regina di Castiglia. Dal 1506 al 1520, venne rinchiusa in un monastero di Tordesillas, isolata da tutto e da tutti, dimenticata anche dai suoi figli e ricevendo solo la visita del figlio Carlo, dopo dieci anni che i due non si vedevano. Il figlio sapeva che la madre aveva delle idee contro tendenza, soprattutto dal punto di vista religioso e riteneva che una gestione del potere da parte sua, avrebbe potuto avere effetti molto pesanti sugli interessi del clero e della nobiltà, che si erano consolidati negli anni di reggenza di Ferdinando. Fu per questo motivo che nessuno la liberò dalla prigionia a Tordesillas. Il periodo di prigionia fu pesantissimo visti i tempi e la donna fu costretta a pratiche religiose, che gradualmente rifiutava.
Nel 1520, con la rivolta dei comuneros, Giovanna venne liberata, con la convinzione che il suo stato mentale lo permettesse; tuttavia, non fu mai in grado di opporsi al figlio e non firmò alcuna convalidazione delle azioni dei rivoltosi.
Giovanna, al soffocamento della rivolta, venne rinchiusa nuovamente e più duramente, anche a causa delle offese subite durante la rivolta. Fu ridotta ad uno stato allucinante, che si concluse solo alla morte, il 12 aprile del 1555, dopo aver rifiutato la confessione.
Per ulteriori informazioni su Giovanna la Pazza, vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Qual era il nome completo di Giovanna la Pazza e quali titoli nobiliari possedeva?
- Quali furono le cause della prigionia di Giovanna la Pazza?
- Come influenzò la morte di Filippo la vita di Giovanna?
- Quali furono le conseguenze della rivolta dei comuneros per Giovanna?
- Quali erano le preoccupazioni di Carlo riguardo alla gestione del potere da parte di Giovanna?
Giovanna la Pazza si chiamava Giovanna di Trastamara o Giovanna di Aragona e Castiglia. Possedeva numerosi titoli nobiliari, tra cui Regina di Napoli, di Sicilia, di Sardegna, delle Indie, e Duchessa consorte di Borgogna.
Giovanna fu vittima delle decisioni politiche della sua famiglia, che la costrinse alla prigionia per preservare gli interessi politici della corona spagnola, soprattutto a causa delle sue idee contro tendenza e per evitare che potesse influenzare negativamente gli interessi del clero e della nobiltà.
La morte di Filippo, suo marito, fu un evento drammatico che contribuì a peggiorare la percezione della sua salute mentale, usata come pretesto per isolarla e privarla del potere.
Durante la rivolta dei comuneros, Giovanna venne temporaneamente liberata, ma non riuscì a opporsi al figlio Carlo e non convalidò le azioni dei rivoltosi. Dopo il soffocamento della rivolta, fu nuovamente imprigionata in condizioni ancora più dure.
Carlo temeva che la gestione del potere da parte di Giovanna potesse avere effetti negativi sugli interessi del clero e della nobiltà, consolidati durante la reggenza di Ferdinando, e per questo motivo non la liberò dalla prigionia.