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L'epoca delle grandi piramidi

L’inizio della III dinastia segna l'avvio dell'Antico Regno, o età menfita che deriva dalla capitale Menfi, che terminerà cinque secoli dopo, con il compiersi della VI dinastia.
Al crescere del potenziamento della monarchia assoluta di diritto divino, il cui culmine è composto dalla V dinastia che vede i propri sovrani elevarsi a figli del dio-sole Ra di Eliopoli e benedire grandi templi solari, si scontra, nella dinastia successiva, il declino della stessa autorità regale per favorire l'aristocrazia provinciale.
Importante tra i faraoni della III dinastia è Djoser, il cui nome, non è certificato che in età posteriore, infatti i monumenti ne riportano solo nome di ‘’Horo". Il nome di Horo è il più antico componente del titolo regale.
A Djoser e all'ingegno del suo architetto si deve la costruzione del grande complesso funerario di Saqqara. Più lontano, il suo successore, l'Horo Sekhemkhet , si fece realizzare un monumento funebre molto simile, che non fu però terminato.
Dello stesso tipo è anche la tomba non completata del successivo faraone, Khaba.
Il luogo di sepoltura dell'ultimo re della dinastia, Huni, non è noto ed è forse nella piramide di Meidum, località vicina alla regione del Faiyum, il sovrano sarebbe stato l'autore del solo nucleo centrale a gradoni.
Monumenti ritrovati nel Sinai testimoniano spedizioni minerarie nella regione organizzate da Sekhemkhet, imitatore di Djoser, colui che stabilì la propria autorità anche in Nubia.
Il complesso funerario del faraone Djoser a Saqqara è attorniato da un muro esattamente tagliato, e possedere cortili, padiglioni e cappelle. L'ingresso era attraverso il portale che si apriva su una galleria, sostenuta da circa quaranta pilastri. Questa galleria diede l'ingresso al Grande Cortile, uno spazio aperto che sta avanti alla piramide.
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