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Il codice di Hammurabi


Nella società sumerica, e poi in quella babilonese, i rapporti tra le persone e i gruppi sociali erano regolati da un insieme di leggi. Le prime leggi furono trasmesse oralmente, ma presto si arrivò a metterne alcune in forma scritta. Il motivo per cui ciò accadde è facilmente comprensibile. La legge in forma scritta, infatti, è molto più comprensibile e certa, quindi il passaggio dalla legge orale alla legge scritta sottrasse l'amministrazione della giustizia al volere o al capriccio dei potenti.

Hammurabi non fu il primo sovrano in assoluto a far mettere delle leggi informa scritta, ma fu forse il primo a farlo in modo organizzato e completo (come in un codice di oggi). Egli fece raccogliere e scrivere tutte le leggi in vigore, perché tutti le vedessero e le capissero e perché nessuno le cambiasse; inoltre garantì che venissero rispettate.
Le leggi e le pene variavano secondo i gruppi sodali.
Per gli omicidi e i furti era prevista la pena di morte.
Nel codice di Hammurabi erano anche incluse leggi sulla stregoneria, sulla compravendita di terreni e di case, sugli affitti, sui debiti, sul matrimonio, sul servizio militare. Recentemente nuove scoperte archeologiche hanno riportato alla luce migliaia di tavolette d'argilla risalenti all'epoca di Hammurabi. Esse dimostrano che i giudici solo raramente applicavano alla lettera le pene più crudeli del codice. Molto più frequentemente utilizzavano le pene in denaro o quelle che costringevano al lavoro obbligato e spesso cercavano di mettere d’accordo i litiganti proponendo loro una soluzione equa.
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