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Benso, Camillo - Vita e operato politico scaricato 3 volte

CAMILLO BENSO CONTE DI CAVOUR

Camillo Benso, Conte di Cavour, è nato a Torino il 10 agosto 1810 e morto il 06 giugno 1961, è stato un grande politico e patriota italiano.
Suo padre era un nobile piemontese e sua madre apparteneva ad una ricca e nobile famiglia.
In gioventù frequentò l’accademia militare di Torino. Seguì le idee dell’inglese Bentham:”Misura del giusto e dell’ingiusto è soltanto la massima felicità del maggior numero”. Nel 1930 si trasferì a Genova e all’età di 22 anni venne nominato Sindaco di Grinzane. Fu Ministro del Regno di Sardegna per due anni, Capo del Governo per otto, divenne il Primo Presidente del Consiglio dei Ministri e morì ricoprendo tale carica.
Fu un sostenitore delle idee liberali, del progresso civile ed economico, promosse il libero scambio e la cooperazione fra pubblico e privato e in campo ferroviario promosse i grandi investimenti industriali. In politica difese lo Statuto Albertino e contrastò le idee repubblicane di Giuseppe Mazzini e di Garibaldi. In politica estera costruì un’alleanza con la Francia e grazie ad essa, nella seconda guerra d’Indipendenza, ottenne l’espansione sul Regno di Sardegna in Lombardia.

MINISTRO DEL REGNO DI SARDEGNA

Vittorio Emanuele, nel 1850, nominò Cavour Ministro dell’agricoltura e del commercio del regno di Sardegna. Nel 1851 Cavour fu nominato Ministro delle Finanze, in questo periodo Torino aveva bisogno di soldi per pagare i debiti arretrati, come le indennità imposte dagli austriaci dopo la prima guerra di Indipendenza, ma per fortuna Cavour ottenne un prestito da una banca e con esso pagò il debito.

L’IMPRESA DEI MILLE

Nel 1860 circa Cavour sapeva che Garibaldi voleva recarsi in Meridione e che era in contatto con Vittorio Emanuele II, la sua idea però era considerata rischiosa da Cavour tanto da opporsi.
La partenza avvenne a Quarto e venne sorvegliata dalle autorità piemontesi. Il Conte avviò una nave nelle acque della Toscana per arrestare l’arrivo di Garibaldi nello Stato Pontificio ma questo invece sbarcò a Marsala. Le potenze straniere protestarono con il governo di Torino, perché intuirono la complicità del Regno di Sardegna nell'impresa.
Napoleone III cercò di mediare per la pace e propose a Cavour l’autonomia della Sicilia, la promulgazione della Costituzione a Napoli e a Palermo e l'alleanza fra Regno di Sardegna e Regno delle due Sicilie. Il regime borbonico accettò subito la proposta di Napoleone instaurando un governo liberale e proclamando la costituzione. Tale situazione però mise in difficoltà Cavour il quale pensava che l'alleanza era irrealizzabile. Nello stesso tempo non poteva scontentare Francia e Gran Bretagna che premevano almeno per una tregua.
Il 22 luglio 1860 Vittorio Emanuele II, per volere di Cavour, ordinò a Garibaldi di non attraversare lo stretto di Messina ma poi smentì l'ordine che aveva dato.

IL GOVERNO DI CAVOUR DEL REGNO D'ITALIA (1861)

Dal 27 Gennaio al 3 febbraio 1861 si tennero le elezioni per il primo Parlamento italiano unitario. Il 17 marzo si proclamò il Regno d’Italia con Emanuele II a capo e venne confermato alla guida del Governo e affermò in Parlamento che Roma doveva diventare capitale.

LO SCONTRO CON GARIBALDI

L’episodio più tumultuoso della vita politica di Cavour fu il suo scontro con Garibaldi nel 1861 perché Cavour non voleva che l’esercito dei garibaldini si trasferisse da sud a nord per cui il 16 febbraio 1861 fu decretato lo scioglimento dell’esercito a Napoli, sul quale Cavour fu irremovibile.
Garibaldi il 18 aprile accusò Cavour di aver voluto provocare una guerra "fra fratelli". Il Conte reagì con violenza chiedendo di chiamare Garibaldi all’ordine. La seduta fu sospesa. Tre mesi prima della proclamazione del Regno d'Italia, il 6 giugno 1861 a Torino, Cavour morì a causa della malaria (malattia che lo affliggeva fin da ragazzo), pronunciando le sue ultime parole: "L'Italia è fatta - tutto è salvo".

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