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La Belle Époque

Dopo la guerra franco-prussiana l’Europa godette di un lungo periodo di pace e relativa prosperità e a molti Europei la guerra cominciò ad apparire come un atto di barbarie, nel quale era impossibile ricadere.
In questo periodo ci fu un forte sviluppo in campo medico e scientifico che si pensava fosse inarrestabile, che la scienza avrebbe potuto risolvere i problemi sociali, che l’umanità sarebbe riuscita a dominare la natura e ad asservirla ai propri bisogni. Louis Pasteur scoprì i vaccini e, derivante dal suo nome, la pastorizzazione, poi successivamente si scoprì l’anestesia e la sterilizzazione. Ci furono diverse scoperte sull’atomo e in base a queste ci fu la prima reazione nucleare. Albert Einstein rivelò una nuova teoria, quella sulla relatività, basata sulle leggi di Newton mentre Marie Curie fece alcune scoperte studiando la radioattività.

Ma le scoperte non finirono qui. Anche la tecnologia fece passi da gigante. L’illuminazione elettrica, la fotografia, il cinema e le telecomunicazioni, come il telegrafo senza fili, il telefono e la radio, resero più facile la vita di tutti i giorni.
La rete ferroviaria iniziava ad estendersi attraverso anche diversi continenti. Iniziavano a circolare le prime automobili e i primi aeroplani solcavano i cieli. Sui mari le navi a vapore, dallo scafo ancora di ferro, garantivano regolari servizi di linea fra un continente e l’altro, grazie anche all’apertura del canale di Suez e quello di Panama, che riducevano di molto i tempi di navigazione.
Le meraviglie del progresso avevano cambiato il volto delle città e furono accompagnate da un sentimento di fiducioso ottimismo nei riguardi del futuro.
Il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e la diminuzione della mortalità resero possibile un forte aumento della popolazione, soprattutto in Europa: in un secolo gli Europei erano più che raddoppiati.
Tra i benestanti si diffondeva la voglia di vivere e di divertirsi. I ricchi approfittavano delle comodità offerte dai mezzi di trasporto per fare viaggi all’estero e per trascorrere periodi di riposo al mare o in montagna: nacque la moda della villeggiatura.
Si diffuse lo sport, che era l’insieme di sforzo, disciplina, salute fisica e spettacolo, soprattutto il calcio e il ciclismo. E poi nel 1896 le prime olimpiadi moderne.
I borghesi affrontavano la vita con uno spirito spensierato e positivo. Avevano scoperto il piacere di uscire, anche e soprattutto dopo cena, di recarsi a chiacchierare nei caffè e assistere a spettacoli teatrali. In questo periodo nacquero anche il cabaret e il can-can, altre attività molto seguite dai borghesi. Le vie e le strade cittadine erano piene di colori. Nasceva la pubblicità, che cominciava a riempire i muri delle città e le pagine dei giornali. Si affermarono nuove correnti artistiche, tra cui l’art nouveau, e ogni produzione umana poteva divenire un’espressione artistica. Ogni oggetto e ogni luogo diveniva un’elegante decorazione, un motivo floreale, una linea curva e arabesca.
Questo periodo per i ricchi e i benestanti fu caratterizzato dall’euforia e dalla frivolezza.
La Belle Époque era tale solo per chi se la poteva permettere. Il benessere di alcuni si basava sul disagio di molti altri, soprattutto i paesi colonizzati, i contadini e gli operai. Per molti di questi ultimi l’emigrazione era l’unica via di uscita contro la povertà, mentre altri persero il lavoro a causa delle lotte e degli scioperi per ottenere piccoli vantaggi per non venire sfruttati , insieme a donne e bambini.
Nemmeno il rapido sviluppo industriale riusciva a scongiurare le rovinose crisi economiche.
La pace fra gli stati europei era apparente, perché le potenze erano animate da potenti rivalità economiche e politiche, che sarebbe bastato un pretesto per farle esplodere.

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