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La terza guerra per l’indipendenza


Questa guerra rivelò, con il suo disgraziato andamento, come il nuovo esercito italiano fosse ancora lontano dall’essere preparato, efficiente, capace; e quanto fosse invece pronto e organizzato l’esercito prussiano. Infatti, mentre i Prussiani battevano rapidamente gli Austriaci a Sadowa, imponendo un armistizio, il nostro esercito sconfitto non gravemente a Custoza non seppe riprendere la lotta, attendendo una vittoria navale nell’Adriatico. Ma anche la flotta, come l’esercito, non era preparata e nelle acque di Lissa subì una grave sconfitta. Solo i volontari di Garibaldi, vittoriosi nel Trentino, salvarono l’onore delle armi italiane, ma non poterono impedire le umiliazioni inflitte allo Stato italiano dalla Prussia e dall’Austria. Infatti la Prussia trattò la pace senza consultare l’alleato, e l’Austria non trattò con l’Italia la cessione del Veneto, che pure le aveva offerto prima della guerra in cambio della neutralità, e che l’Italia aveva lealmente rifiutato per non venir meno ai doveri dell’alleanza con la Prussia. Il Veneto fu ceduto invece a Napoleone III, che poi lo consegnò all’Italia. Le condizioni di pace consentirono la costituzione di una Confederazione della Germania del Nord, sotto la presidenza della Prussia. Realizzata l’unità della Germania del Nord, Bismarck mirava ad unire nella Confederazione anche gli Stati del sud; per vincere la resistenza antiprussiana di questi ultimi egli provocò una guerra che unisse tutti i tedeschi nella lotta contro un nemico comune. questo nemico fu la Francia di Napoleone III, astutamente giocato dal Bismarck che riusc a fare apparire come un’offesa ai tedeschi un passo diplomatico dei Francesi e quindi a provocare la guerra.
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