Genius 13137 punti

Situazione politica interna

Negli ultimi decenni del secolo scorso ci sono stati alcuni cambiamenti nella situazione politica interna degli Stati democratici.
Molti Stati aderirono a trattati internazionali, come per esempio quello sulla sicurezza e sulla cooperazione (Conferenza di Helsinki, 1975) o sugli armamenti (Accordo per l’abolizione delle mine antiuomo, 1997), sulle tasse doganali (ad esempio gli Accordi dell’Uruguay Round, all’interno del GATT, conclusosi nel 1993) o sui crimini di guerra (creazione del tribunale internazionale, 1998).
Altri Paesi invece si inserirono all’interno di organismi più vasti. Questi Stati erano tenuti a dover tener conto, nella legislazione e nell’azione del governo, degli impegni assunti, che richiedendo un vincolo (obbligo) esterno. Questo era particolarmente valido per gli Stati che, in numero crescente, entravano a far parte dell’Unione Europea e dovevano adeguare le loro leggi alle direttive del Parlamento europeo e agli accordi sottoscritti.

In quegli anni si manifestarono i sintomi di una crisi della democrazia occidentale: in molti Stati i cittadini avevano la sensazione di non contare, di non poter far sentire la propria voce e spesso dimostravano scarsa fiducia nelle Istituzioni che li rappresentavano e negli uomini politici.
Questa crisi di fiducia nello Stato si manifestò con una diminuzione del numero di votanti alle elezioni, con un generale disinteresse per la politica e talvolta, negli anni Settanta e Ottanta, con il ricorso alla lotta armata e al terrorismo.

Trasformazioni sociali
La seconda metà del XX secolo fu un periodo di profonde trasformazioni sociali nei Paesi sviluppati. Il rapido calo di addetti all’agricoltura portò alla fine della società contadina, mentre aumentava il numero di impiegati e migliorava il livello di vita degli operai. Le disuguaglianze sociali non scomparvero e non si attenuarono, ma la contrapposizione tra borghesia e classe operarla, che aveva caratterizzato gran parte dell’Ottocento e del Novecento, divenne meno netta. Si formarono invece nuove categorie di poveri: disoccupati, immigrati, anziani e donne sole.
Nei Paesi del Terzo Mondo i cambiamenti sociali furono invece assai limitati: l’agricoltura rimase l’attività prevalente e la maggior parte della popolazione continuò a vivere in condizioni di estrema miseria, mentre una ristretta classe di grandi proprietari accumulava ricchezze considerevoli.


Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email