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-Crisi postbellica: Problemi di riconversione delle fabbriche, bilanci in deficit, inflazione, disoccupazione, problema dei reduci(si creano associazioni di reduci)->Lotte sociali.
-Settori della società in fermento: Classe operaia (infiammata dalla riv. Russa)->miglioramenti economici, maggior potere in fabbrica, tendenze rivoluzionarie; contadini->Più consapevoli dei loro diritti, vogliono l’adempimento delle promesse avute in guerra; ceti medi->Molto provati dalla guerra, si organizzano e si mobilitano per difendere i loro interessi. Aumento emigrazione. I braccianti occupano i latifondi per avere le terre.
-Strutture economiche meno avanzate e istituzioni politiche meno radicate nella società rispetto a Francia e Inghilterra, da ciò segue una crisi più acuta, che porta la classe dirigente liberale a perdere la sua egemonia. Furono favorite le forze socialiste e cattoliche, che accoglievano le grandi masse.
-1919, nasce il Partito Popolare Italiano, forza cattolica di impostazione democratica, è strettamente legato alla Chiesa nonostante fosse un partito “aconfessionale”. Ne fecero parte gli eredi della democrazia cristiana, i capi delle leghe bianche, esponenti delle correnti clerico-moderate. Vogliono opporsi alla minaccia socialista.

-Dopo la guerra si ha una crescita enorme del Partito Socialista, in prevalenza della corrente di sinistra(massimalista) rispetto a quella riformista. I massimalisti volevano la rivoluzione ma non la preparavano, la aspettavano. Si formano gruppi di estrema sinistra più rivoluzionari. Il partito non collaborava col governo. Tra questi gruppi si formano i “Fasci di combattimento”, fondati da Mussolini il 23 marzo 1919. E’ un movimento che si schiera a sinistra ed è particolarmente attento al sociale ( problema dei reduci), che al contempo manifesta un acceso nazionalismo e l’avversione verso i socialisti (Mussolini era stato cacciato dal partito per aver scritto sull’ “Avanti” articoli a favore della guerra). Aggressività, violenza, azione diretta.
-Orlando e Sonnino (ministro degli esteri), non riescono ad ottenere Fiume durante i trattati di Versailles , dimissioni, sale Nitti. Si diffonde l’idea della vittoria mutilata che porta D’Annunzio a capeggiare, nel settembre del 19, l’occupazione della città di Fiume, durata 15 mesi, durante la quale si sperimentano le forme(parate, comizi) che saranno proprie del fascismo.
-1919-20: Biennio rosso, agitazioni sociali dovute soprattuto ai costi dei beni di consumo, ondata di scioperi, lotte agrarie. Le leghe rosse volevano la socializzazione delle terre, quelle bianche volevano la piccola proprietà contadina. Occupazioni delle terre, spesso da ex combattenti.
-Prime elezioni del dopoguerra, 1919, la vecchia classe dirigente ( liberal-democratici) perde la maggioranza assoluta, i socialisti diventano il primo partito, i popolari il secondo. Il PSI non vuole collaborare con i “borghesi”, si forma perciò un governo di coalizione tra popolari e liberal-democratici.
-1920: Governo Giolitti, favorito anche dai ricchi( che speravano arginasse l’opposizione socialista) nonostante mise un’imposta straordinaria sui profitti dell’industria bellica e impose la nominatività dei titoli azionari ( per poterli tassare).
-12 novembre 1920, Trattato di Rapallo, negoziato con la Jugoslavia che va a risolvere la questione adriatica. La Dalmazia va alla Jugoslavia e Fiume viene liberata, gli italiani lasciano la città il 25 dicembre.
-La politica interna fu molto più complessa, non riuscì a far valere ciò che aveva imposto (nominatività, imposta straordinaria); liberalizzazione del prezzo del pane per risanare il bilancio. Porta a conflitti sociali. Nel 1920 agitazione dei metalmeccanici, vengono occupate le fabbriche, gli operai sono sostenuti dalla FIOM (federazione italiana operai metallurgici). Esperimento rivoluzionario dei consigli di fabbrica (come i soviet). Il movimento non riesce ad unirsi ad altre rivolte, la questione fu mediata e risolta, gli operai vinsero sul piano sindacale ma non su quello politico.
-Scissione di Livorno del 1921, la minoranza di sinistra abbandona il partito socialista e si forma il Partito Comunista d’Italia, con programma rigorosamente leninista.
-Nelle elezioni del 1919, i fasci ottengono pochi voti, nessun deputato entra in parlamento. Formano squadre d’azione paramilitari per la lotta contro il socialismo, in particolare contro le organizzazioni contadine, il fascismo nasce infatti come fascismo agrario.
-Le leghe rosse controllavano il mercato del lavoro, avevano in mano buona parte delle amministrazioni comunali, adottavano anche metodi autoritari. Il 21 novembre 1920 a Bologna si ha un forte scontro armato tra le squadre d’azione e le leghe rosse. Il fenomeno dello squadrismo crebbe poiché i proprietari terrieri vi vedevano un modo per combattere il socialismo. La stessa forza pubblica non ostacolò quasi mai le squadre, lo stesso Giolitti vi vedeva un modo per ridurre il potere dell’opposizione socialista.
-Elezioni del 1921: Entrano in parlamento 35 deputati fascisti, per gli altri partiti non cambia molto. Giolitti viene sostituito da Bonomi, che tenta di riappacificare socialisti e fascisti col Patto di Pacificazione del 21. I grandi capi fascisti (RAS) non sono d’accordo con la pace, e arrivano addirittura a mettere in discussione il comando di Mussolini. I RAS e Mussolini si riunirono perché il secondo sconfessò il patto, e i primi accettarono la trasformazione in un vero e proprio partito( cosa che limitava i loro poteri). Si forma così, nel 1921, il Partito Nazionale Fascista.
-Nel febbraio del 22 Facta sostituisce Bonomi. Il governo non è in grado di reprimere le violenze delle squadre d’azione. I socialisti indissero il 1 agosto uno sciopero generale legalitario in difesa delle libertà costituzionali, ribellione subito stroncata dai fascisti e che ha come unica conseguenza la formazione del Partito Socialista Unitario, formatosi dalla branca riformista del PSI.
-Mussolini ora gioca sul piano militare e politico per prendere il potere. 27 ottobre 1922, marcia su Roma, il re Vittorio Emanuele III, non firma lo stato d’assedio, voleva evitare la guerra civile, non si fidava dei capi militari e Facta si era dimesso il giorno stesso. La mattina del 30 gli squadristi entrano indisturbati a Roma. Il re chiama Mussolini a formare un governo provvisorio.
-Nel dicembre del 22 viene istituito il Gran Consiglio del Fascismo. Nel gennaio del 23 si crea la milizia volontaria per la sicurezza nazionale, un corpo armato di partito che aveva lo scopo anche di controllare il potere dei RAS. Seguì una repressione legale (chiusura di giornali, arresti) di cui furono vittime in particolar modo i socialisti.
-Pio XI riconosce i meriti di Mussolini di aver fermato il socialismo e firma i Patti Lateranensi (riforma scolastica di Gentile che prevede l’insegnamento della religione cattolica). La prima conseguenza fu lo sfaldamento del Partito Popolare.
-Nuova legge elettorale maggioritaria volta a favorire la lista che avrebbe ottenuto la maggioranza relativa, cosa che non servì perché i fascisti vinsero clamorosamente (col 65% dei voti) le elezioni del 1924. Matteotti a giugno denuncia in parlamento i brogli elettorali, i fascisti hanno ottenuto i voti con intimidazioni, violenze…viene rapito e ucciso. Mussolini inizialmente si impegna a trovare i colpevoli ma tutti capiscono che è lui il mandante, gli oppositori, sdegnati, lasciano il parlamento con la secessione dell’aventino, ma così non fanno che regalare a Mussolini il pieno potere.
-3 gennaio 1925, Mussolini tiene un discorso alla camera in cui si prende la responsabilità dell’assassinio di Matteotti; inizia la dittatura a viso aperto. Fascistizzazione dell’Italia. 1926 leggi fascistissime con cui si cancellano le ultime tracce di vita democratica. La legge elettorale del 1928 prevede la lista unica.

N.B.
Elezioni:19-21-24
Governi: Orlando, Nitti, Giolitti, Bonomi, Facta.
Nascita partito fascista e comunista: 1921

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