Genius 13137 punti

Il secondo dopoguerra

Conclusione del conflitto
Nel 1945, poiché il governo tedesco rifiutava la resa, le truppe anglo-americane attaccarono da ovest e quelle sovietiche da est, occupando tutto il territorio tedesco e la stessa Berlino: la Germania fu costretta ad arrendersi. Sul fronte del Pacifico l’avanzata anglo-americana continuò, ma la resistenza giapponese fu molto accanita ed uno sbarco in Giappone sarebbe certamente costato gravi perdite all’esercito. Perciò gli Stati Uniti cercarono di costringere il Giappone alla resa con intensi bombardamenti delle città. Nel 1945 un gruppo di scienziati che lavoravano per il governo degli USA (progetto Manhattan) mise a punto una bomba particolarmente potente, che si basava sulla reazione atomica, cioè sulla disintegrazione dell’atomo di uranio. Gli alti comandi statunitensi decisero di utilizzare la bomba atomica contro il Giappone: il 6 agosto 1945 un aereo statunitense ne sgancio una su Hiroshima, provocando circa 100 000 morti, ed il 9 agosto un’altra venne sganciata su Nagasaki (circa 40 000 morti). Il 2 settembre il Giappone si arrese.

Il processo di Norimberga
Dopo la guerra vennero messi sotto processo 24 dirigenti nazisti che erano stati catturati vivi: molti altri si erano uccisi o erano riusciti a fuggire. Venne creato un tribunale internazionale ed il processo si tenne a Berlino ed a Norimberga (1945-46). I dirigenti nazisti vennero messi sotto processo per crimini di guerra commessi in tutti i paesi, avendo violato le convenzioni internazionali che la Germania aveva firmato, e per i crimini contro l’umanità, in particolare la persecuzione contro diverse popolazioni ed il genocidio degli ebrei. Il processo di Norimberga si concluse con la condanna a morte di dodici imputati ed a varie pene detentive di altri sette. Un processo analogo si tenne in Giappone e si concluse con sette condanne a morte e diciotto condanne a pene detentive, in prevalenza l’ergastolo. Uno di questi ufficiali era Hermann Goring.

Le conseguenze della guerra
La guerra che si concludeva era costata circa 40 milioni di morti in Europa e 15 in Asia, più di metà dei quali civili; 35 milioni di feriti; tre milioni di dispersi, probabilmente anch’essi da contare tra i morti. Essa aveva inoltre provocato il crollo dell’economia europea: i bombardamenti avevano distrutto o danneggiato una parte consistente delle abitazioni (in Germania il 40%), per cui molti non avevano una casa; anche i sistemi di trasporto, in particolare le linee ferroviarie e la flotta mercantile, erano stati devastati dalla guerra, per cui non arrivavano i rifornimenti necessari; le industrie subito pesanti danni e mancavano energia e materie prime.
Gli uomini tornati dal fronte si trovavano senza lavoro ed in tutti i paesi europei la popolazione viveva in grande povertà. A causa della mancanza di beni, la domanda di prodotti era di gran lunga superiore all’offerta e questo favorì una rapida inflazione, che pivò di valore molte valute. Ancora nell’inverno 1946-47 la scarsità di cibo e di carburanti fu tanto grave da provocare la morte per fame e per freddo di molti europei.
La seconda guerra mondiale provocò anche un crollo generale dell'economia: si verifico una situazione di sottosviluppo o crisi nel mondo finanziario. I paesi sconfitti (in particolare la Germania) persero molti territori, mentre l'URSS si ingrandì. A causa di questi cambiamenti di confine, milioni di tedeschi furono costretti a lasciare le loro case ed a trasferirsi nei territori rimasti alla Germania. La Germania e l'Austria rimasero sotto occupazione sovietica ed anglo-americana.

Nuovi confini
I trattati di pace, imposti dalle potenze vincitrici a Germania, Italia, Giappone ed i loro alleati prevedevano grandi mutamenti di confine, a vantaggio soprattutto dell’URSS ed a danno della Germania: l’URSS recuperò i territori persi dalla Russia nella prima guerra mondiale, inglobando le tre repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia, Lituania) ed altre regioni (Polonia orientale; regioni della Romania, della Cecoslovacchia e della Finlandia); la Germania perse tutte le regioni orientali, che andarono prevalentemente alla Polonia.
I cambiamenti di confine furono accompagnati da grandi migrazioni forzate: circa 10 milioni di tedeschi furono costretti a lasciare le loro case nei territori ceduti alla Polonia o all’URSS, senza nessun indennizzo, senza poter portare con sé quasi nulla ed affrontando un viaggio in condizioni tanto difficili che parecchi morirono.

Furono scacciati dalle loro terre anche i tedeschi rimasti in Cecoslovacchia ed in altri Stati, da cui molti erano già fuggiti all’arrivo delle truppe sovietiche. In quegli stessi anni due milioni di polacchi dovettero lasciare i territori della Polonia orientale, assegnati all’URSS, e trasferiti nei territori che la Germania aveva perso e che erano passati alla Polonia.

La spartizione dell’Europa
Già prima della fine della guerra i governi degli USA, dell’Inghilterra e dell’URSS avevano deciso la futura sistemazione dell’Europa, ponendo le basi di un nuovo ordine mondiale (conferenza di Jalta e di Potsdam, 1945).
In base agli accordi, al termine della guerra l’Europa orientale, liberata dalle truppe sovietiche, passò sotto il controllo dell’URSS; quella occidentale, liberata dagli anglo-americani, rimase legata agli USA, che vi favorirono la formazione di governi anticomunisti.
La Germania e l’Austria vennero divise in tre zone di occupazione, poi diventate quattro, sotto il controllo dell’URSS, degli USA, dell’Inghilterra e poi della Francia. Berlino, che si trovava nella zona sovietica, venne a sua volta divisa in quattro settori, ognuno sotto una delle potenze occupanti. L’occupazione militare durò dieci anni ed ebbe fine solo nel 1955.

La guerra modificò profondamente gli equilibri mondiali: gli Stati europei persero definitivamente il loro ruolo di primo piano nella politica internazionale, mentre gli USA e l’URSS si affermarono come le due uniche grandi potenze.

Le alleanze militari
Nel 1949 gli Stati Uniti e molti stati dell'Europa occidentale (tra cui Italia, Francia, Gran Bretagna) crearono un'alleanza militare difensiva, la NATO (North Atlantic Treaty Organization: Organizzazione del patto del Nord Atlantico): essa mirava a scoraggiare un eventuale intervento dell'URSS nell'Europa occidentale, in quanto un attacco nei confronti di uno Stato dell'alleanza avrebbe provocato l'immediato intervento degli altri Stati. Un'altra alleanza anticomunista fu creata dagli USA nel Pacifico (ANZUS: Australia, Nuova Zelanda e USA,1945).
Nel 1955 l'URSS diede vita ad un'organizzazione opposta, il Patto di Varsavia, che riuniva i paesi comunisti dell'Europa orientale, Iugoslavia e Albania escluse.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email