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Scienza al servizio della guerra



Fin dalla prima guerra mondiale, e poi in particolare dal 1943, la guerra era diventata una guerra di tecnologie e per questo la ricerca scientifica aveva assunto un ruolo centrale per lo sviluppo della tecnologia bellica e proprio per questo nel primo dopoguerra in quasi tutti gli stati vennero creati istituti nazionali di ricerca scientifica e indirizzati numerosi investimenti in studi e ricerche teorici e applicati in modo da poter dirottare tali strutture a politiche di potenza o a fini bellici in caso di bisogno; ciò portò alla creazione di congegni bellici di alto contenuto tecnologico in quanto tali sviluppi permisero di realizzare sia mezzi di distruzione di massa e macchine innovativi e avanzatissimi (le “bombe volanti”, la bomba atomica, i razzi a lunga gittata) sia di potenziare e di applicare su scala industriale armi e strategie già note (quali i combattimenti aerei e i bombardamenti).
Tuttavia i miglioramenti tecnologici non determinarono solo un aumento della capacità di distruzione delle armi utilizzata, causando così un aumento delle vittime militari, ma causò anche il coinvolgimento della popolazione civile. Sebbene tutti gli stati avessero puntato sullo sviluppo di nuove tecnologie durante la guerra i principali paesi ad essere interessati da tali ricerche furono in parte anche l’Italia ma soprattutto Germania e Stati Uniti: in Europa i due principali gruppi di ricerca sono quelli che si sviluppano attorno alla personalità del fisico Planck e a quella di Fermi -i ragazzi di via Panisperna- che ottengono numerosi risultati dal punto di vista scientifico ma sono costretti a sciogliersi rispettivamente con l’ascesa del nazismo e con la promulgazione delle leggi razziali.


La maggior parte di essi si rifugia in America confluendo poi, assieme ad altri scienziati e ricercatori, nel progetto Manhattan: consapevoli del fatto che la materia si può trasformare in energia e dopo che Fermi a Chicago riesce a realizzare la prima reazione a catena controllata creando la pila atomica a fissione nucleare il governo statunitense decide di destinare ingenti finanziamenti alla ricerca di un applicazione fisica dell’energia nucleare soprattutto perché il presidente aver ricevuto una lettera da Einstein e da Szilard in cui chiedevano fondi per la realizzazione della bomba atomica in modo da poterci arrivare prima dei tedeschi in quanto della possibilità che essi stessero cercando di realizzarla (cosa vera ma essi presero poi la via sbagliata e si sospetta che ciò fu il frutto di un volontario atto di sabotaggio messo in pratica da Heisenberg per evitare che la bomba atomica finisse in mano a Hitler) sembrava notevolmente aumentata in quanto aveva bloccato le esportazioni di pechblenda -uraninite- e aveva fatto costruire una centrale per la produzione di acqua pesante in Norvegia; il progetto venne diretto da Oppenheimer e portò alla produzione di tre ordigni atomici -due al plutonio e uno all’uranio-; dopo averla testato nel deserto e visti le conseguenze ancor più dannose di quanto previsto i vari ricercatori cercarono di dissuadere il presidente dall’utilizzare le bombe atomiche proponendo invece di mostrare al rappresentante giapponese un esplosione di prova e sottoporgli poi un ultimatum; tuttavia il presidente temeva che il rappresentante non avrebbe avuto le competenze scientifiche per capire ciò a cui stava assistendo e avrebbe potuto pensare a un bluff inoltre la popolazione nipponica era molto fanatica ed era rischioso sacrificare un ordigno solamente per una prova visto la difficoltà a reperire il materiale fissile.

Conseguenze della bomba atomica



La bomba atomica non cambiò solo le sorti della guerra ma cambiò il destino dell’umanità intera: a differenza del passato si trattava infatti di un’arma i cui effetti perdurarono per moltissimi anni e che inoltre era potenzialmente in grado di mietere numerosissime vittime in pochissimo tempo e senza alcun intervento umano diretto. A riguardo si espressero numerosi filosofi (es: Anders e Jonas) che sostennero il dominio della macchina sull’uomo e alla completa perdita di controllo da parte di quest’ultimo sulla tecnologia da lui stesso creata: con la bomba atomica divenne infatti evidente che ora bastava la semplice disponibilità tecnica di tali tecnologie per legittimarne l’uso in quanto sottraggono l’azione a qualsiasi giudizio morale e responsabilità umana.