Il New Deal di Fraklin Delano Roosevelt


Poco prima del crollo di Wall Street il presidente repubblicano Hoover entra in carica. La crisi lo coglie impreparato. Per risanare le cose elargisce prestiti diretti a banche e imprese, sperando di riavviare l'economia. Sebbene la gente sia disperata Hoover non concede aiuti alle famiglie. Con le nuove elezioni del 1932 il partito democratico candida Franklin Delano Roosevelt. Il suo fare comunicativo e la promessa di un New Deal (ovvero "il patto nuovo") per il popolo statunitense gli fanno stravincere le elezioni. Le misure anti-crisi di Roosevelt si basano sul controllo più stretto delle banche con l'istituzione della Securities and Exchange Commission che monitora Wall Street; sostegno economico a gruppi sociali in difficoltà ( disoccupati, agricoltori); ampio programma di lavori pubblici volto a rimettere in moto l'economia e diminuire la disoccupazione; riconoscimento ufficiale dei sindacati e istituzione della previdenza sociale attraverso il Social Security Act. I risultati sono notevoli, prezzi e salari riprendono a salire, la produzione si riavvia e la disoccupazione diminuisce. L'economista Keynes pubblica nel 1936 un saggio anti-liberista ispirato dalla strategia rooseveltiana anti-crisi. Concetto chiave è il ruolo dello Stato come garante dell'equilibrio finanziario, tenuto a sostenere l'economia anche in fasi negative attraverso la politica delle opere pubbliche. Il rilancio dell'economia dona potere d'acquisto alle masse, che comprando di più stimolano la produzione di prodotti finiti e di conseguenza la domanda di materie prime. Effetto politico fondamentale è il grandissimo consenso intorno al partito democratico, alle istituzioni e la relazione per ben quattro volte di seguito di Roosevelt.

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