Già dal 1905, dopo il fallimento della guerra contro il Giappone, la Russia era stata interessata da numerose rivolte che avevano portato alla cosiddetta Domenica di Sangue (22 Gennaio 1905) e alla concessione, da parte dello zar, di alcune riforme nonché all’istituzione della Duma e dei Soviet. Tuttavia lo scoppio della guerra e la durata del conflitto, che avrebbe dovuto essere di immediata risoluzione e che avrebbe dovuto acquietare i disordini interni, finì per alimentare ulteriori tensioni sociali.

Proprio il 23 Febbraio 1917, scoppiò una notevole sommossa popolare a Pietrogrado (nuovo nome della città di San Pietroburgo dal 1914), contro la carestia e la fame , ma le truppe destinate a ripristinare l’ordine fecero causa comune con i manifestanti . Così il 12 Marzo, venne creato un nuovo governo provvisorio di unione nazionale, formato dai membri della Duma e guidato da L’vov, affiancato dal socialdemocratico Karenskij. Sotto la pressione dell’opinione pubblica e del nascente governo provvisorio, lo zar Nicola II fu costretto il 15 Marzo 1917 ad abdicare lasciando il suo posto al fratello Michele I, che rifiutò la corona rendendosi conto dell’impossibilità di governare la situazione.

Al potere del governo provvisorio si unisce il potere di fatto dei soviet, espressione delle istanze popolari e spesso in disaccordo con gli orientamenti del governo. Così si andò profilando un dualismo di potere, tra governo e soviet, che rese ancor più instabile una situazione già di per sé precaria.

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