Concetti Chiave

  • Il Congresso di Vienna (1814-1815) riorganizza l'Italia, riconoscendo nuovi stati come il Granducato di Toscana e il Ducato di Parma e Piacenza.
  • La Restaurazione cancella le riforme sociali e culturali del periodo napoleonico, riportando la scuola sotto il controllo ecclesiastico.
  • L'Italia del Nord vede uno sviluppo commerciale con l'aumento di notai, imprenditori e una nuova borghesia industriale.
  • Nel Sud Italia, la privatizzazione agraria rafforza l'aristocrazia feudale, con scarsi investimenti e innovazioni tecniche.
  • Il contesto rurale e il predominio della nobiltà caratterizzano l'Italia alla fine del XVIII secolo, ostacolando il progresso.

La suddivisione dell'Italia post Congresso di Vienna

Con il Congresso di Vienna (1814-1815) avviene un’ulteriore suddivisione dell’Italia. Oltre al Lombardo-Veneto e al Regno di Sardegna già esistenti vengono riconosciuti anche:

- Il Granducato di Toscana, sotto la dinastia degli Asburgo-Lorena;

- Il Ducato di Parma e Piacenza, con Maria Luisa d’Austria;

- Il Ducato di Modena, sotto la dinastia degli Austria-Este;

- Lo Stato Pontificio;

- Il Regno delle due Sicilie.

L'impatto della Restaurazione sulla cultura italiana

Il clima della Restaurazione non aiuta l’Italia nello sviluppo del progresso e della cultura, infatti si mira a cancellare l’opera di riforma sociale, educativa e culturale del periodo napoleonico. Inoltre la Restaurazione riporta la scuola alle chiese, così come avvenne anche in Francia e in Inghilterra.

Differenze economiche tra Nord e Sud Italia

Negli ultimi anni del 1700 l’Italia è ancora un Paese rurale con il predominio della nobiltà. Nelle regioni del Nord, grazie all’agricoltura e all’allevamento di bestiame avviene uno sviluppo commerciale, aumentano notai, imprenditori e funzionari e nasce anche un tipo di borghesia esperta in tecniche industriali. Nel Sud Italia la situazione è ben diversa, di fatti la struttura agraria va privatizzandosi sempre più e l’aristocrazia feudale diventa sempre più potente. Poco bestiame, pochi investimenti di capitali per migliorie e nessuna innovazione tecnica.

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