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La resistenza di Venezia nel 1849


Bisogna premettere che il 22 marzo 1848, Venezia aveva cacciato gli Austriaci a seguito di un’insurrezione popolare ed era stata proclamata la Repubblica di Venezia, libera da giogo austriaco. Quando l’anno successivo a Venezia giunse la notizia che l’esercito piemontese di Carlo Alberto era stato sconfitto dagli Austriaci a Novara (23 marzo 1849), il presidente della repubblica veneziana, Daniele Manin, convocò immediatamente l’Assemblea e dopo aver dichiarato che la situazione della città era ormai disperata, si rivolse ai rappresentati della Repubblica, chiedendo loro se fossero disposti a resistere agli Austriaci che stavano avanzando. La risposta fu affermativa all’unanimità. Infatti gli Austriaci avevano già occupato Mestre e stavano inviando verso Venezia grandi contingenti di artiglieria.
Con un apposito decreto del 2 aprile 1849, fu stabilito che Venezia avrebbe resistito ad ogni costo e il presidente Manin fu investito di poteri illimitati. La deliberazione fu pubblicata immediatamente affinché tutti i Veneziani ne venissero a conoscenza e una copia fu inviata al generale austriaco Haynau che, dopo aver represso la rivolta di Brescia, si stava ormai dirigendo verso Venezia.
Il primo attacco austriaco ebbe luogo alla fortezza di Marghera e venti giorni di bombardamenti ridussero la cittadella in un cumulo di macerie. I difensori della fortezza dovettero fuggire e si ritirarono sul ponte che unisce la città alla terraferma, oggi utilizzato dalla ferrovia. Per tre mesi, sul ponte trasformato in fortezza, i Veneziani riuscirono a respingere gli attacchi austriaci. Nonostante questo, però, la situazione di Venezia si faceva ogni giorno più grave. Fra l’altro, il generale Haynau aveva dato ordine di bloccare la laguna dal mare e per terra, dato che tutto il Veneto era già in mano austriaca. Pertanto la città non aveva alcun mezzo per potersi rifornire, né di viveri, né di munizioni. Inoltre ad aggravare una situazione già così precaria, si aggiunse lo scoppio del colera.
Nel luglio, gli Austriaci decisero di dare inizio ad un attacco senza precedenti e per tre settimane Venezia subì un tremendo bombardamento. I Veneziani non si persero però di coraggio perché correva voce che Garibaldi con i suoi volontari sarebbero giunti da un momento all’altro per aiutarli. Inoltre, Daniele Manin aveva promesso che ben presto la flotta veneziana sarebbe intervenuta per cercare di rompere il blocco austriaco. Tuttavia, un mese dopo, la situazione diventò ancor più disperata perché la flotta veneziana non era in grado di affrontare quella nemica mentre i viveri e le munizioni scarseggiavano sempre più. Inoltre si venne a sapere che Garibaldi non sarebbe accorso in aiuto ai Veneziani. Per questi motivi, il 22 agosto, dopo cinque mesi di lotta Venezia fu costretta ad arrendersi. Come conseguenza, Venezia ritornò sotto il dominio austriaco e Daniele Manin, con i sostenitori della resistenza, dovettero prendere la via dell’esilio.
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