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Regime nazista e nazificazione della società


Fuhrer

Hitler proclamò il terzo Reich ( terzo dopo quello di Ottone I e Guglielmo I ) e si proclamò capo assoluto e unico della Germania: non solo perché era cancelliere e presidente al tempo stesso, ma perché era ritenuto vera e propria guida del popolo.

Apparato repressivo

Hitler attuò un vero e proprio regime totalitario: al partito nazista spettava l’amministrazione dello stato e le istituzioni politiche. Inoltre introdusse forti misure repressive per controllare il dissenso, potentissimi erano gli organi di polizia – come le SS e la Gestapo -, e vennero introdotti anche i primi campi di concentramento.

Lavori pubblici

Per raggiungere l’autosufficienza economica furono promossi lavori pubblici, fu esaltata la campagna e si mirava all’autarchia e fu potenziato l’apparato militare. Vennero sospesi i diritti dei lavoratori e introdotta la polizia di controllo all’interno delle fabbriche; il grande capitalista aveva ormai più potere dell’apparato burocratico.

Esaltazione della campagna

Il nazismo, così come il fascismo, esaltò il mito della campagna, essenziale per la preservazione della cultura tradizionale.

La nazificazione della società

La nazificazione della società fu una conseguenza inevitabile del regime totalitario: attraverso la radio, la stampa il cinema venne esaltata. Nel totalitarismo non c’è più differenza tra pubblico e privato, si possono solo eseguire i comandi dall’alto. Tutto il materiale istruttivo venne posto sotto censura, la scuola era sotto il diretto controllo dello Stato, per esempio venne vietato l’insegnamento delle teorie di Einstein perché ebreo.
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