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Il problema nazionale italiano

Dopo i moti del 1820-'21 e del 1830-'31, in Italia viene presa seriamente in considerazione l'idea di creare un indipendenza ed un'unità nazionale. Per mettere in atto questa idea bisognava per prima cosa unificare la penisola.
Due furono sostanzialmente le categorie che si occuparono di raggiungere questo obiettivo : i moderati da una parte dove ne facevano parte D'Azeglio, Balbo, Cavour e dall'altra parte invece vi erano i democratici costituiti da persone quali Mazzini , Garibaldi , Pisacane, ecc. Vi erano alcune differenze tra i due pensieri delle due categorie di persone precedentemente citati. I primi (ovvero i moderati) pensavano soprattutto che l'unione dell'Italia doveva essere raggiunta in maniera graduale, passo dopo passo, vedendo la stessa penisola italica come una terra dove potesse essere creata una monarchia costituzionale di tipo liberale. Al contrario, i secondi, ovvero i democratici, pensavano all'Italia come una repubblica fondata sul principio fondamentale della sovranità popolare.

A tal punto, i primi che governarono in Italia furono proprio i democratici con la figura di Giuseppe Mazzini attorno al 1830. In quello stesso anno fu fondato l'associazione giovine Italia. Solo successivamente, tra gli anni '30 e '40 furono favorite le idee moderate che prendevano in considerazione come modelli da seguire l'Inghilterra liberale e la monarchia francese. Questa fu uno delle cause che portò al problema "nazionale" italiano.

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