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La faccia dell'italia dopo la prima guerra mondiale

Le enormi spese per i militari stremarono gli stati e quando nel dopo guerra si deve ricostruire lo stato ciò non è facile di fatti si va alla ricerca di fondi ovvero dei prestiti. I governi italiani riescono a sollevare alcuni settori, mentre altri no. Lavoro, disoccupazione e problemi, tutti da vita alla nascita di organismi, i sindacati che hanno il compito di fare fronte alle necessità del mondo operaio con i datori di lavoro. La CGIL, confederazione generale italiana del lavoro, vedrà aumentare al suo interno gli iscritti, perché sono molti coloro che vanno alla ricerca del lavoro e chi lavorava già chiede aiuto per sanare vari problemi.
Oltre alla formazione di sindacati, ci sono anche nuovi partiti politici che vengono alimentati come il partito cattolico di massa o meglio il partito popolare che è un partito che viene fuori dopo la fine del non expedit e cresce nel dopoguerra. Questo partito è un partito molto sensibile ai problemi del mondo contadino, e della condizione operaia nella società italiana. Il mondo cattolico era sensibile e aperto alle richieste. I cattolici proponevano uno stato meno accentrato e più regionalista, chiedevano praticamente di dare più autonomia alle provincie (enti locali) e comini, al fine ultimo che l’autonomia di queste realtà potesse meglio far fronte ai problemi all’interno dei propri territori. Questa volontà è stata alimentata e sviluppata non subito ma solo dopo il secondo conflitto mondiale.

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