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La prima tappa dell’unità italiana

Dopo un decennio di preparazione, il Piemonte riprende il suo ruolo di guida e, per tappe successive, con l’aiuto di patrioti di ogni regione, realizza l’unità nazionale. Un esempio significativo è stato l’episodio della guerra di Crimea, alla quale il Piemonte partecipò in appoggio alle potenze occidentali: le truppe francesi assaltarono il forte di Malakoff, punto chiave della difesa di Sebastopoli. Il corpo dei bersaglieri, che partecipò alla guerra di Crimea, al comando del generale Alfonso. Ad esempio La Marmora, ha una divisa resa caratteristica dal copricapo ornato di un gran pennacchio svolazzante. Un ufficiale di parata con la tunica a larghe falde, la goletta e i paramani di velluto cremisi, la sciabola peculiare degli ufficiali del corpo. Come era amministrata prima dell’unità d’Italia: 1) Pontefice e principi (e non il popolo) devono prendere l’iniziativa del Risorgimento Italiano, in modo che l’Italia sollenata dalle sue tristi condizioni possa riprendere ad esercitare la sua missione di civiltà. Essi non ricorrevano a mezzi militari e rivoluzionari ma ad una serie di riforme. 2) Confederazione e non unità di tutti gli stati italiani, solo il Veneto era compreso sotto la presidenza del Pontefice. Il Piemonte, per la sua antica tradizione militare sarebbe stato la spada della confederazione Italiana. L’idea di sostituire al programma democratico-rivoluzionario di Mazzini un programma moderato, concentrato il Papato stesso alla grande causa del risorgimento italiano, costituisce il grande merito di Gioberti. Il risorgimento è la lotta per la libertà e l’unità d’Italia e l’indipendenza dal dominio straniero.
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