Le prime popolazioni europee furono i migranti dell'Asia in epoica preistorica (come i Baschi che vivono nei Pirenei, i Finlandesi, gli Estoni e i Lapponi che vivono nelle regioni settentrionali e i Magiari che vissero in Ungheria dal X secolo d.C.). La popolazione crebbe con la Rivoluzione industriale che vide i 570 milioni di abitanti (partendo dai 270 milioni di abitanti nell'Ottocento e 400 milioni di abitanti nel 1900).
Dal XI secolo iniziarono le emigrazioni di popoli europei in seguito alla conquista dell'America. I primi migranti furono i meticci, seguiti dai neri: tra il 1800 e il 1935 ci fu il trasferimento di 70 milioni di emigranti nei nuovi continenti in cerca di lavoro e di una vita migliore, mentre 50 milioni rimasero in Canada, negli Stati Uniti, in Argentina, in Brasile, in Australia, un Nuova Zelanda e in Sudafrica. Dopo la Seconda Guerra Mondiale l'emigrazione fu notevole da Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Jugoslavia verso il Nord America e l'Australia; mentre negli anni '60 ci fu l'emigrazione interna all'Europa verso Germania, Regno Unito, Belgio, Francia e Svizzera. Oggi sono i popoli africani ad entrare nei Paesi europei (soprattutto Germania, Francia e Regno Unito) in cerca di lavoro. I Paesi meta di immigrazioni sono: Norvegia, Svezia, Irlanda, Regno Unito, Danimarca, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Austria, Francia e Italia.

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