Ominide 4103 punti

Politica estera di Cavour

Coerentemente con le direttive liberali della politica interna, il Cavour perseguiva, in politica estera, un indirizzo decisamente anti-austriaco. Dopo un moto mazziniano scoppiato a Milano nel 1853, l’Austria confiscò i beni di molti profughi lombardi residenti in Piemonte, anche di quelli che avevano la cittadinanza sarda. Il Cavour protestò energicamente, fece concedere un’indennità agli espropriati e ruppe le relazioni diplomatiche con Vienna, In Piemonte erano stati accolti, oltre ai lombardi, gli esuli delle varie parti d’Italia; ciò faceva pensare che, qualora il Piemonte avesse assunto l’iniziativa di un nuova guerra contro l’Austria, questa avrebbe avuto carattere nazionale. Ma neppure lo stesso Cavour, almeno nei primi anni di governo, aveva idee chiare su questo punto. Egli riteneva assurda l’idea dell’unità d’Italia sognata dal Mazzini. Pensava intanto, piuttosto, ad un ingrandimento dello Stato sabaudo attraverso una guerra contro l’Austria, e intendeva che l’iniziativa partisse dalla dinastia dei Savoia, con il regolare intervento del’esercito e della diplomazia. In tal modo, sarebbero state superate e rese prive di senso le insurrezione democratiche mazziniane e quelle a carattere socialista. Ma per far guerra all’Austria con speranze concrete di successo, occorreva che il Piemonte trovasse un alleato; bisognava quindi, che si inserisse in qualche modo nell’ambito della politica europea. Per tale inserimento Cavour attendeva l’occasione propizia, seguendo attentamente le questioni internazionali.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email