Politica e cultura nell'età giolittiana


Era leader a 15 anni, fermezza con la quale domina la pubblica amministrazione

Pubblici interventi e dichiarati propositi: uomo nuovo, indirizzo di governo diverso avrebbe dovuto promuovere la partecipazione delle masse popolari fino ad allora ai margini della vita dello stato.

Dopo l'elezione del 1900 il governo provvisorio diretto dal vecchio parla,entro piemontese, Saracco.
1901 nuovo gabinetto presieduto da Zanardelli e Giolitti al ministero degli interni, e si disse il governo Zanardelli-Giolitti.
Dal 1903 - 1914: morto Zanardelli, Giolitti mantenne la presidenza del consiglio con interruzioni volute da lui: tra il 1904 e il 1906 (Fortis e Sonnino) tra il 1909 - 1911 Sonnino - Luzzati.

Politica interna:
- mantenere maggioranza parlamentare: politica dei favori (manipolazione delle elezioni)
- cautela per le riforme generali

- libero spazio alle lottare del lavoro nei limiti della legge
- Giolitti lasciò che il progresso sociale fosse promosso dagli stessi ceti interessati.

Politica giolittiana nel mezzogiorno:
Dove i ceti non avevano le forze sufficienti per organizzarsi come nel mezzogiorno, Giolitti lasciò che rimanessero nelle condizioni di prima.
Alle violente proteste Giolitti reagì con la forza pubblica, eccidi dei lavoratori.
Le lotte sindacali erano in grado di ottenere poco perché de pendevano dall'andamento economico.

Un riformismo senza riforme
1901 venne abbandonato l'articolato progetto di riforma tributaria che avrebbe potuto riportate un minimo di equità nel bilancio.
I provvedimenti di legislazione sociale furono limitati e parziali.
Alcune leggi generali
1905 statalizzazione delle ferrovie
Tra 1904-06 leggi speciali per il Mezzogiorno
1911 governo Luzzati spesa della scuola elementare a carico dello Stato, non più dei comuni.
1912 importante riforma elettorale.

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