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Patti Lateranensi: cosa, quando e perchè


L’11 febbraio del 1929 Mussolini e il Segretario di Stato Vaticano Pietro Gasparri firmarono i Patti Lateranensi.
I Patti lateranensi si articolavano in tre parti.
La prima parte era il Trattato internazionale, con cui la Chiesa si impegnava a riconoscere lo Stato italiano e la sua capitale in cambio dello Stato della Città del Vaticano.
La seconda parte era la Convenzione finanziaria, con cui l’Italia si impegnava a pagare al pontefice una forte indennità come risarcimento per la perdita dello Stato pontificio
L’ultima e terza parte era il Concordato, che regolava i rapporti Stato-Chiesa, con precise disposizioni per i sacerdoti, per i preti spretati, nell’ambito dell’insegnamento della dottrina cattolica e del matrimonio.
Quali furono i vantaggi dei Patti Lateranensi?
Il fascismo ottenne dai Patti vantaggi politici immediati, infatti questi costituirono un grande successo propagandistico grazie a cui Mussolini poté consolidare la propria area di consenso.
La Chiesa ottenne dai Patti vantaggi non immediati ma (ancor meglio) duraturi, infatti riuscì a rafforzare la propria presenza nella società.

Perché un accordo proprio con la Chiesa?


L’obiettivo del regime fascista era quello di costituire uno Stato totalitario. Dal momento che un primo limite ai propositi totalitari del regime era la Chiesa (che con le sue parrocchie era un grande centro di aggregazione sociale e culturale) fu necessario un accordo con questa. In particolare le organizzazioni giovanili, tramite cui la Chiesa esercitava la propria funzione anche educativa sulla gioventù, rappresentarono terreno se non di scontro almeno di concorrenza tra regime e istituzioni religiose.
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