Genius 4341 punti

Gli anni venti in Gran Bretagna e negli Stati Uniti

La Grande Guerra ridisegnò gli equilibri internazionali: l’Europa perse il ruolo di centro economico mondiale a favore degli Stati Uniti. La guerra era costata ai paesi europei circa il 30% delle loro ricchezze. Chi più beneficiò della Grande Guerra furono gli Stati Uniti perché i territori statunitensi non furono toccati dalla guerra e anche perché investirono nella guerra inviando armi, inoltre l’economia statunitense ne uscì più forte: infatti gli Stati Uniti erano intervenuti anche perché avevano prestato ingenti somme alla Gran Bretagna e alla Francia, e quindi, partecipando, volevano fare in modo che questi debiti fossero saldati.
A questa egemonia economica, non corrispose, però, un’egemonia politica: gli Stati Uniti, infatti, non ebbero interesse ad assumere un ruolo di leadership a livello mondiale. Questo perché, dopo la morte di Wilson, fu il partito repubblicano ad assumere la carica di presidenza. La sua linea politica era quella dell’isolazionismo (non si interessava delle questioni europee e l’interesse era solo per il territorio americano).

Il fatto che in Europa non ci fosse una forte leadership politica tra gli stati esasperò ancora di più i rapporti tra i paesi europei. E fu soprattutto l’Inghilterra ad essere colpita dalla perdita del primato economico europeo. La Gran Bretagna, perdendo il primato, accettò che le colonie a prevalenza di popolazione bianca, assumessero la qualifica di dominions (stati indipendenti) ma all’interno del cosiddetto Commonwealth (unione di stati indipendenti ma legati all’ex madrepatria da rapporti privilegiati. Quindi il ruolo preminente era riservato sempre alla Gran Bretagna). La Gran Bretagna riconosceva, quindi, l’autonomia di Canada, Sud Africa, Nuova Zelanda, Australia. In tal modo diede una soluzione pacifica alla situazione coloniale. Nello stesso tempo, però, restava aperta la questione nazionale irlandese: nel 1921, dopo durissimi scontri tra l’IRA (Irish Republican Army) e le truppe britanniche, David Lloyd George divise l’Irlanda in due parti: la meridionale, a maggioranza cattolica, avrebbe formato un dominion con capitale Dublino, mentre la parte settentrionale, a maggioranza protestante, avrebbe continuato a far parte della Gran Bretagna. Nel 1938 i cattolici riuscirono a conquistare la piena indipendenza dell’Irlanda: solo l’Irlanda del Nord continuò a far parte della Gran Bretagna.
Inoltre dopo la guerra la situazione interna inglese e francese fu costituita da anni di lotte sociali. Le lotte operaie non si conclusero con il rovesciamento del governo perché la tradizione democratica era più solida. Infatti, nei paesi che avevano una tradizione democratica meno solida, la crisi post bellica portò al rovesciamento dei governi repubblicani e all’instaurazione di dittature.
Inoltre durante la Grande Guerra fece la sua apparizione il fenomeno del dirigismo, con un massiccio intervento dello stato nell’organizzazione della produzione. I governi, infatti, non poterono più lasciare l’economia nelle mani dei soli privati, ma dovettero sottoporla a uno stretto controllo, per produrre gli armamenti necessari. Nella Germania e nell’Austria-Ungheria, i governi intervennero anche per sostenere la produzione agricola. A causa di questi interventi, l’economia di guerra fu profondamente diversa da quella di pace.
Inoltre il fatto che la Gran Bretagna aveva perso il primato economico diventò evidente nel 1919 quando la Gran Bretagna abbandonò la convertibilità della sterlina in oro. Fino ad allora era stato adottato un sistema monetario basato sul Gold Standard (gli stati stampavano la carta moneta in base alla quantità di oro presente nelle casse dello stato). Ma durante la guerra e subito dopo, per far fronte alla crisi economica i paesi europei avevano stampato troppa carta moneta. Allora si decise di adottare il Gold Exchange Standard dove il valore della moneta dipendeva non solo dall’oro ma poteva funzionare da garante la moneta più forte (dollaro, sterlina). Grazie all’ininterrotto sviluppo, negli anni venti gli Stati Uniti divennero il paese guida dell’economia mondiale e una sorta di modello per le società capitalistiche. La crescita industriale fu molto rilevante nel settore automobilistico, ma anche l’agricoltura fu meccanizzata e conobbe perciò un incremento della produttività.
Inoltre si impose a livello mondiale quello che viene chiamato american way of life (segno di una crescita del tenore di vita di tutte le persone che in Europa ancora non potevano aspirare ad avere tale tenore di vita).
Gli anni venti in America furono chiamati Anni Ruggenti (anni di grande sviluppo economico ma anche di grandi cambiamenti a livello sociale) e dal 1920 al 1929 gli Stati Uniti furono guidati da tre presidenti repubblicani: Harding, Coolidge e Hoover. Nella politica interna i governi repubblicani, in ambito economico, scelsero e attuarono una politica di liberismo sfrenato, una politica a favore degli imprenditori e dei grandi industriali.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email