L’ultima tappa è l’assunzione da parte di Hitler della carica anche di Presidente della Repubblica, illegalmente, cumulando le cariche sia di cancelliere che di Capo dello Stato, alla morte di Hindemburg. L’assunzione della carica è preceduta dalla notte dei lunghi coltelli. Per ottenere questa carica Hitler ha bisogno dell’appoggio dei militari, delle Forze Armate e per questo va ricordata la notte dei lunghi coltelli, diventato poi un termine proverbiale, in cui nel Giugno del 1934 vengono eliminati i capi della SA, che pure avevano contribuito all’ascesa del fuhrer.
Gli elementi per questa resa dei conti erano due:
1) le SA erano ancora la componente più anticapitalista del nazismo, ostile a quel legame che sempre più si andava intensificando tra nazismo e apparato industriale. Era la frangia socialisteggiante del regime, ostile al legame tra nazismo e gruppi industriali. Da questo punto di vista gli industriali temevano la fazione delle SA.

2) L’esercito è l’aspetto più importante. I capi delle SA volevano realizzare una sorte di seconda rivoluzione nel senso di sostituire anche l’esercito tradizionale, quello ancora guglielmino, legato all’imperatore, con un esercito rivoluzionario composto dai componenti delle SA. Hitler vuole creare un patto ferreo con le Forze Armate anche per potersi garantire l’appoggio per ottenere la carica di Presidente della Repubblica, risolve la questione con la violenza politica: fa catturare a tradimento i capi delle SA vicino a Monaco e li fa uccidere. Il ruolo fondamentale lo svolgono le SS, squadra di difesa, una milizia personale di Hitler, guidata da Hitler. Le SS levano dalla scena politica i personaggi sgraditi delle SA.
Quando Hitler diventa Presidente della Repubblica, inizia il III Reich e ha origine la simbiosi tra organi del Governo e organi dello Stato. Anime nere del nazismo furono Ghebels, Himler e Gherin (depredò l’Italia di opere d’arte).

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