Concetti Chiave
- Il neoguelfismo di Gioberti promuoveva il ritorno all'unità dei liberi comuni medievali, sostenendo il papato nella lotta per la libertà italiana.
- I neoghibellini, come Guerrazzi e Niccolini, si opponevano alla presenza del papa, considerandola dannosa per l'Italia.
- Scrittori moderati come Cesare Balbo e Massimo D'Azeglio auspicavano un cambiamento politico, con Balbo che desiderava la rinuncia dell'Austria ai territori italiani.
- Alcuni patrioti, tra cui Cattaneo e Ferrari, proponevano una federazione di repubbliche come modello politico per l'Italia.
- Mazzini, con il suo amico Quadrio, utilizzava l'ironia per sottolineare le competenze linguistiche del compagno, evidenziando l'importanza della comunicazione nel contesto politico.
La dottrina del neoguelfismo
La dottrina del Gioberti ebbe larga diffusione e fu chiamata “neoguelfismo” perché parve auspicare il ritorno dell’unione e dei sentimenti che avevano mosso i liberi comuni medioevali, stretti intorno al papato, a conquistare la libertà italiana lottando contro l’imperatore tedesco. Per contrasto si chiamarono “neoghibellini” coloro che consideravano nociva all’Italia la presenza del papa. Tali furono il romanziere Francesco Domenico Guerrazzi ed il poeta e drammaturgo G. B. Niccolini.
Scrittori moderati e le loro opere
Moderati furono anche altri importanti scrittori politici dell’epoca, quali i piemontesi Cesare Balbo e Massimo D’Azeglio. Il Balbo nel libro “Delle speranze d’Italia” si augurava che l’Austria rinunciasse ai possedimenti italiani mutandoli con territori balcanici; il D’Azeglio criticava il metodo dei moti, accendeva con i suoi romanzi storici sentimenti di italianità, ed interessava personalmente Carlo Alberto, divenuto re di Sardegna, alle sorti delle altre regioni d’Italia.
Federazione di repubbliche e Mazzini
Altri scrittori politici e patriottici additarono invece le vie di una federazione di repubbliche, fra questi i milanesi Carlo Cattaneo e Giuseppe Ferrari. Anche Mazzini amava talvolta celiare; ciò gli accadeva sovente con Maurizio Quadrio, che gli era particolarmente caro e devoto. Il Quadrio, nei suoi viaggi di congiurato attraverso l’Europa, aveva appreso varie lingue e ci teneva a far pompa di questo suo poliglottismo. E Mazzini amava punzecchiarlo proprio nel suo debole, e quando gli accadeva di presentare il Quadrio, diceva: Vi presento un grande poliglotta, il quale conosce tutte le lingue, meno quella… in cui gli parlerete.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del neoguelfismo nella dottrina di Gioberti?
- Quali erano le posizioni dei neoghibellini rispetto al papato?
- Quali erano le idee di Mazzini e altri scrittori riguardo all'unità italiana?
Il neoguelfismo, secondo Gioberti, rappresenta un auspicio per il ritorno all'unione dei liberi comuni medievali attorno al papato, con l'obiettivo di conquistare la libertà italiana contro l'imperatore tedesco.
I neoghibellini, come il romanziere Guerrazzi e il poeta Niccolini, consideravano la presenza del papa nociva per l'Italia, opponendosi così al neoguelfismo.
Mazzini e altri scrittori, come Cattaneo e Ferrari, proponevano l'idea di una federazione di repubbliche come via per l'unità italiana, evidenziando un approccio patriottico e politico differente rispetto ai moderati.