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Il Nazionalismo

Attraverso i concetti di nazionalismo e militarismo si preannunciava già l’avvento della Prima Guerra Mondiale che, in tal senso, era già stata preparata e voluta nella seconda metà dell’800 con le rivalità franco prussiane, con la costituzione della Triplice Alleanza e con una forma di schiavitù per la supremazia coloniale.
A partire dal 1850, l’idea di nazione assunse sempre più un carattere reazionario e militaresco fino a diventare ideologia di guerra durante il primo conflitto mondiale e nel ventennio successivo. Questo mutamento viene spiegato con la distinzione tra principio di nazionalità e nazionalismo, che si diffuse in Europa assumendo caratteristiche specifiche a seconda dei contesti:
- il nazionalismo panslavista russo = sostenne la politica di espansione degli zar in nome della riunificazione di tutte le terre slave; la sua ideologia fu intrisa di antisemitismo;

- il nazionalismo francese = lottò contro ogni diversità interna e sostenne la politica di potenza della Francia;
- il nazionalismo italiano = rivendicò per l’Italia le terre ancora irredente, come il Trentino, e un ruolo internazione di prestigio;
- il nazionalismo tedesco = ebbe come programma il Pangermanesimo (dominio della Germania su tutte le terre di lingua tedesca), esaltò la superiorità della razza ariana e accusò gli Ebrei, in quanto “nemici interni”, di tutti i mali della società tedesca.

In contrapposizione al dilagare in Europa dell’antisemitismo, venne fondata l’Organizzazione Sionista Mondiale, che tenne il suo primo congresso a Basilea nel 1897 e che aveva lo scopo di dare una patria agli ebrei in Palestina.

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