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Moti anni 20, anni 30 e 1848

I moti degli anni 20 coinvolsero l’intera europa: ebbero inizio in Spagna, a Cadice, dove poi le rivolte ottennero dal re Ferdinando VII una costituzione liberale. Nel regno delle due sicilie venne concessa la Costituzione, come anche in Piemonte fu concessa. Ma l’unica vera conquista di questa ondata di moti del 20 fu l’indipendenza ottenuta dalla Grecia nel 1825.
Nel frattempo, in Inghilterra non successe nulla, poiché era uno stato riformista. Quindi, i cambiamenti non venivano chiesti attraverso moti e rivolte bensì attraverso riforme.

I moti degli anni 30 iniziò con la deposizione di re Carlo III in solamente tre giorni, Les trois glorieuses, poiché voleva restaurare un regime di assolutismo puro, contro la volontà del popolo.
Il Belgio in tutto questo era ancora sotto il potere olandese, e ne sentiva il peso di questa dipendenza, così il Belgio insorge: le potenze alleate all’Olanda si rifiutano di intervenire in suo aiuto e quindi il Belgio ottiene la sua indipendenza dall’Olanda.

In Italia i moti si verificarono inizialmente nello stato pontificio e in emilia romagna, ma tutti i moti sono stati repressi dalla santa alleanza.
i principi della rivoluzione francese (fraternità, uguaglianza, libertà) non potevano più essere praticati liberamente, a causa di ciò quindi, nacquero le prime società segrete che avevano come obiettivo ottenere una costituzione liberale.

I moti del 1848 nascono da una crisi economica, sociale e politica. Hanno inizio in Francia e si concludono quando ad aprile alle elezioni a suffragio universale maschile vincono i moderati. A dicembre Luigi Bonaparte diventa presidente della repubblica.
I moti si estendono anche in europa ma poi vennero repressi, e in Germania nacque il problema dell’unità: venne proposto il progetto della piccola Germania con a capo il re di Prussia, ma fallì tutto.
Italia
Fu concessa la costituzione al regno delle 2 Sicilie, che divennero indipendenti. Poi fu concessa anche in toscana, Sardegna, e stato pontificio.
Poi papa Pio IX invia le sue truppe per aiutare Carlo Alberto nella guerra federale, nata dai moti. La sconfitta non fu mai accettata, quindi nello stato pontificio fu instaurata la repubblica romana con Mazzini a capo, e in toscana si provò ad instaurare una repubblica: salì Vittorio Emanuele II e si chiuse la guerra d’indipendenza.

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