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La monarchia francese dal 1815 al 1848


Il Congresso di Vienna, dominato dai vincitori di Napoleone (Austria, Prussia e Inghilterra) ristabilisce in tutta l’Europa le monarchie regnanti. E’ così che accede al trono francese, che ritrova la situazione antecedente il 1789, un fratello di Luigi XVI che aveva sempre vissuto in esilio, Luigi XVIII. Ha 60 anni ed è molto attaccato alle tradizione. Nonostante la pressione degli “ultras” (= reazionari realisti), comprende, tuttavia, la necessità di una costituzione, molto moderata, che possa favorire lo sviluppo economico. Concede una “Carta costituzionale” (la Charte octroyée), un regime parlamentare con una Camera dei Pari ed una Camera dei deputati; tuttavia soltanto i più ricchi avranno diritto al voto ed essere eletti.
Alla sua morte, gli succede il fratello Carlo X che non intende applicare la costituzione. Spinto contemporaneamente dagli “ultras” ed al clero, attua una politica conservatrice autorizzando il versamento di un indennizzo agli aristocratici che avevano perso i beni durante la Rivoluzione e limitando il diritto di voto ai proprietari terrieri e imbrigliando la stampa. Lo scontento aumenta sia nella borghesia che nel popolo. I movimenti insurrezionali del luglio 1830 provocano l’abdicazione del re.
Tuttavia, non era ancora giunto il momento per una Repubblica a cui aspiravano le classi più povere che avevano lottato accanto ai borghesi ma che questi ultimi temevano. Ecco perché la grande borghesia sostiene la monarchia nella persona di Luigi-Filippo, duca di Orléans, una ramo cadetto dei Borboni. Per marcare la sua differenza in rapporto alla monarchia conservatrice, Luigi-Filippo instaura una vera monarchia costituzionale. Egli si fa chiamare “re dei Francesi”, anche più frequentemente è chiamato “re borghese”, visto l’appoggio che riceveva dalla grande borghesia industriale e soprattutto finanziaria che lo favoriva ampiamente. In un periodo d’intenso sviluppo coloniale (continua l’occupazione dell’Algeria) ed industriale, si verifica uno sfaldamento sociale in cui le popolo, composto dalla piccola borghesia e dagli operai, non si oppone più all’aristocrazia, ma ai ricchi, qualunque sia la loro origine, nobile o borghese poco importa. A questo punto, la monarchia non aveva più ragione di esistere e infatti, scompare con la rivoluzione del 1848.
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