In Messico nel 1910 è scoppiata una rivoluzione guidata da Pancho Villa (1878-1923) e da Emiliano Zapata (1879-1919), che hanno raccolto e organizzato militarmente i peones, dal precedente governo di Porfirio Díaz (1830-1915). Ne segue un periodo di guerra civile e di durissimi disordini, temporaneamente concludi quando si impone Venustiano Carranza (1859-1920), che nel 1917 diventa presidente della Repubblica. Un'Assemblea costituzionale da lui convocata porta all'approvazione di una nuova Costituzione (1917), dal contenuto decisamente radicale; prevede infatti l'esproprio delle proprietà terriere latifondiste e la nazionalizzazione delle risorse minerarie messicane (compreso il petrolio), stabilisce a otto ore la durata della giornata di lavoro e oppone la determinazione di un minimo salariale per operai e contadini. La situazione comunque non si stabilizza. Nel1920 una controrivoluzione porta al rovesciamento di Carranza (che viene ucciso), al suo posto si insedia una dittatura militare guidata da Álvaro Obregón (1880-1928), subito riconosciuto dagli Stati Uniti sulla base di un accordo politico con il quale Obregón si impegna a proteggere gli interessi delle compagnie petrolifere nordamericane operante in Messico. Nonostante Obregón ufficialmente non fermi il processo di redistribuzione delle proprietà fortemente anticlericale, che ha l'obbiettivo di ridimensionare l'influenza politica e sociale della Chiesa cattolica nella società messicana. Entrambe queste mosse, proseguite anche dal suo successore, Plutarco Calles (1877-1945), alimentano tensioni e scontri, a volte anche molto cruenti, che hanno termine quando diventa presidente Lázaro Cárdenas (1895-1970), al potere dal 1934 al 1940. Cárdenas viene designato alla presidenza dallo stesso Calles che è convinto di poterlo facilmente controllare. Ma Cárdenas rivela inaspettate doti di fermezza, integrità ed energia politica e si distacca nettamente dalla linea politica seguita dai suoi predecessori. Egli in effetti rilancia con grande determinazione la riforma agraria con la requisizione dei latifondi e la loro redistribuzione ai contadini (durane l'ansia presidenza vengono ridistribuiti ben 15.000.000 di ettari a 800.000 contadini). Nel 1938 procede anche alla nazionalizzazione degli impianti di estrazione e raffinazione del petrolio, sottraendone il controllo alle grandi compagnie attive nella zona (la statunitense Standard Oil e l'anglo-olandese Royal Dutch Shell). Il governo degli Stati Uniti e quello del Regno Unito, intenzionati a proteggere gli interessi delle compagnie petrolifere, cercano di mettere in difficoltà il governo di Cárdenas interrompendo i rapporti diplomatici e commerciali: ma il tentativo no ha successo e Cárdenas può portare a termine il suo mandato presidenziale circondato da un solido consenso.

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