Concetti Chiave
- La legge ha abolito il feudalesimo come realtà giuridica, ma ha lasciato irrisolto il problema della feudalità nel Mezzogiorno, influenzando la storia successiva.
- Presenta limiti significativi, poiché riconosce ai baroni la proprietà delle terre precedentemente feudali, mantenendo diritti e prestazioni da riscattare dai comuni.
- La divisione dei demani ha favorito i nobili e i borghesi, rafforzando la grande proprietà a scapito dei piccoli proprietari e braccianti.
- La legge non ha risolto il problema della terra per milioni di piccoli proprietari, lasciando aperta una questione fondamentale nel tempo.
- Nonostante la distruzione del baronaggio come ceto, esso ha continuato a esercitare un'influenza sociale significativa nei rapporti produttivi agricoli.
Qual è l'importanza della legge?
Si tratta di una legge di importanza fondamentale, che cancellò il feudalesimo come realtà giuridica, ma che tuttavia non risolse il problema della feudalità nel Mezzogiorno, lasciandolo in eredità a tutta la successiva storia nazionale.
Limiti e conseguenze della legge
In primo luogo, la legge "conteneva dei precisi limiti. Essa, per esempio, riconosceva ai baroni, in libera proprietà, le terre di cui prima erano feudatari e che essi avevano invece - secondo il diritto feudale - ricevuto dalla Corona in precario godimento in cambio di particolari servigi non più resi. D'altro canto, i baroni conservavano un'ampia gamma di diritti, redditi, prestazioni personali che spettava ai comuni riscattare, ricorrendo ai tribunali" (P. Bevilacqua).
Divisione dei demani e impatto sociale
Inoltre, la divisione dei demani . cioè la vendita di terre feudali, ecclesiastiche e comunali ai privati - favorì quasi sempre i possidenti nobili o borghesi, più forti economicamente dei piccoli proprietari. Anzi, per certi aspetti, la grande proprietà ne uscì rafforzata, potendo acquisire gran parte dei fondi ecclesiastici e ottenendo, con l'abolizione dei fidecommessi e di altri vincoli feudali, il diritto di disporre liberamente delle proprietà. La legge non risolse dunque, per milioni di piccoli proprietari e braccianti, il problema fondamentale della terra, che rimarrà drammaticamente aperto sino a tempi a noi molto vicini. "Distrutto come ceto - scrive ancora Bevilacqua - in realtà il baronaggio sopravvisse a lungo come forza sociale in grado di condizionare i rapporti produttivi, che per decenni e decenni rimasero prevalentemente agricoli."
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza fondamentale della legge discussa nel testo?
- Quali limiti e conseguenze ha avuto la legge per i baroni?
- In che modo la divisione dei demani ha impattato la società?
La legge ha avuto un ruolo cruciale nel cancellare il feudalesimo come realtà giuridica, ma non ha risolto il problema della feudalità nel Mezzogiorno, lasciando un'eredità che ha influenzato la storia nazionale successiva.
La legge riconosceva ai baroni la proprietà delle terre precedentemente feudali, mantenendo però una serie di diritti e prestazioni che i comuni dovevano riscattare, come evidenziato da P. Bevilacqua.
La vendita delle terre feudali ha favorito i nobili e i borghesi, rafforzando la grande proprietà e non risolvendo il problema della terra per i piccoli proprietari e braccianti, come sottolineato nel testo.