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La Vita Politica nei Primi Anni Postunitari

Il nuovo Stato Italiano era una Monarchia Costituzionale, dotata di un Parlamento, dove erano rappresentati tutti i territori nazionali.
Il primo Parlamento del Regno d’Italia si riunì a Torino, capitale del Regno d’Italia, il 18 Febbraio 1861.
Morto Cavour nel Giugno 1861, a capo del Governo va la Destra Storica, un raggruppamento politico d’ispirazione liberal-monarchica, che continuò il processo di costituzione degli assetti normativi e istituzionali del Regno.
La Destra Storica voleva che la vita politica fosse riservata solo agli uomini più ricchi e colti, che erano solo il 2% della popolazione.
Erano inoltre favorevoli all’Accentramento amministrativo, ritenevano quindi che la maggior parte delle decisioni debba essere presa dagli organi centrali (Parlamento e Governo), mentre gli Enti Locali devono solo avere limitate autonomie e dovevano essere controllati da funzionari statali dipendenti direttamente dal governo, i Prefetti.

Oltre a ciò, i Governo della destra erano favorevoli ad una Politica Doganale liberista e iniziarono la costruzione di una Rete Ferroviaria e l’ampliamento delle strade e dei porti.

Oltre a potenziare le Infrastrutture (ferrovie, strade, porti), furono organizzare anche le Amministrazioni Locali (Provincie e Comuni) e l’Esercito.
Venne anche decretata l’obbligatorietà dei primi due anni di scuola elementare.
Venne effettuato un Catasto completo, in modo da essere a conoscenza del numero e della valutazione delle proprietà terriere e degli immobili.
Vennero ammodernate e riorganizzate le aree degradate delle grandi città.
Tutte queste attività richiesero grandi sforzi finanziari; quindi il Governo attuò misure fiscali severe verso il popolo, aggiungendo diverse imposte dirette, riguardo i redditi dei lavoratori o il valore delle proprietà terriere, o indirette, come quelle sul tabacco o su alcuni generi alimentari; una di queste tasse era quella sul Macinato, che causò un aumento del prezzo del pane, cosa che fece scoppiare tumulti in buona parte d’Italia, i cosiddetti ‘moti del macinato’.
Altra fonte per sanare il bilancio statale era stata la vendita all’asta dei beni sottratti agli enti ecclesiastici contemplativi.

Nonostante alcuni contrasti con la popolazione causati dalle varie sovrattasse, la Destra Storica nel 1875 riuscì a raggiungere il pareggio di bilancio.

La Desta aveva attuato anche una Politica di Laicizzazione delle strutture statali.
Venne introdotto il Matrimonio Civile, quindi un Matrimonio per avere valore difronte allo Stato doveva essere effettuato davanti a funzionari statali e registrata nei registri di un comune.

Oltre alla Destra Storica esisteva anche la Sinistra Liberale, composta da ex-repubblicani, garibaldini e mazziniani; ritenevano necessario un ampliamento del suffragio e un maggior potenziamento del sistema scolastico.

Destra Storica e Sinistra Liberale non sono da intendersi come Partiti Politici, ma come Gruppi di Parlamentari, guidati da uno o più capi.

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