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Dopo la vittoria da parte di Lenin, furono messe in atto le prime disposizioni quali la pace immediata, la nazionalizzazione della terra a discapito delle grandi proprietà spartendola fra i vari contadini e di riconoscere l'uguaglianza fra tutti i popoli della Russia. Si votò poi per l'Assemblea Costituente che non vide la maggioranza dei bolscevichi ma dei socialrivoluzionari, rappresentante dei contadini. Nel Gennaio 1918 alla prima riunione però, questi non riconobbero il governo in carica e così l'Assemblea venne sciolta e mai più riconvocata. Nel Marzo del 1918 il Partito bolscevico prese il nome di Partito Comunista. Il nuovo governo dovette così affrontare il problema delle possibili conseguenze se la Russia si fosse ritirata dalla guerra. Le posizioni erano due tuttavia si scelse in conclusione la soluzione della non partecipazione alla guerra. Lenin riteneva infatti che era necessario non impegnarsi in una guerra contro la Germania ma dedicarsi al consolidamento dello stato sovietico minacciato da gruppi fedeli allo zar (Armata Bianca) e da numerose rivolte da parte dei grandi proprietari terrieri e dei kulaki. Questi ultimi due gruppi volevano infatti evitare che le terre venissero nazionalizzate. Per quanto riguarda invece le armate bianche, queste furono appoggiate dagli eserciti delle nazioni alleate che volevano vendicarsi dell'uscita russa dalla guerra e volevano anche evitare il propagarsi dell'ondata rivoluzionaria.

In Russia vi fu quindi la penetrazione di Francia, Inghilterra, USA, Giappone e Italia le quali puntarono, assieme alle armate bianche, alle due città più importanti: Mosca e Pietrogrado. Tuttavia i contadini più poveri non appoggiarono questa situazione in quanto non volevano perdere i vantaggi della nazionalizzazione delle terre. Tra il 16 e il 17 Luglio 1918 lo zar e la sua famiglia vennero fucilati. Trockij, che guidava l'Armate rossa (opposta a quella bianca, a difesa del comunismo), riuscì a resistere a tutti gli attacchi fino all'ultimo da parte della Polonia che sperava di poter conquistare l'Ucraina in questa situazione di confusione. Durante questi anni i bolscevichi mostrarono un accentramento del potere nelle mani dei leader (soffocando ogni forma di opposizione) e il “comunismo di guerra” con cui si requisivano i beni alimentari ai contadini per l'approvvigionamento alle città in carestia, contribuendo al fallimento dell'economia russa.

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