Inghilterra tra 1800 e 1900


In questo periodo è la più grande potenza mondiale: ha la migliore flotta e il governo più liberale in assoluto. Per diverso tempo si alternano partiti liberali (Gladstone) e conservatori (Disraeli).

Si confrontano nella riforma elettorale: Disraeli, con la sua nuova legge, permette di passare dal 4% all’8% dei cittadini votanti, mentre Gladstone, nel 1884 riesce ad abbassare ancora i requisiti, fino ad arrivare al 16,4%.
Nel 1918 si conquisterà il suffragio universale maschile.

Nel 1871 viene istituito il Trade Union Act, cioè i sindacati inglesi. Questi permetteranno il diritto di sciopero, il sabato pomeriggio come momento libero dal lavoro, la responsabilità oggettiva dell’imprenditore riguardo gli infortuni sul lavoro, e infine l’istruzione elementare pubblica e obbligatoria.

Si parla anche di “questione irlandese”, dal momento che l’Inghilterra e l’Irlanda hanno moltissime differenze, a partire dalla religione, che per i primi è anglicana e per i secondi è cattolica, poi ci sono diverse culture di fondo, oltre che la lingua. Gladstone per questo propone dal 1886 al 1892 la Home Rule, cioè una legge che permetta all’Irlanda di avere un proprio parlamento e di poter così gestire la propria politica interna, ma viene bocciata dai Lords. Sinn Vein lotta per l’indipendenza. Viene riproposta la Home Rule, ma la parte più a nord-est, Ulster, con maggioranza inglese, non vuole staccarsi, e per questo nasce l’associazione Orangista, da Guglielmo d’Orange (unionisti). Perciò viene proposta nuovamente la Home rule, ad esclusione del paese di Ulster, e a questo punto è accettata. Gli irlandesi vincolo l’indipendenza dall’Inghilterra.

In 15 anni di governo conservatore si attua una politica interna protezionistica e una politica estera colonialista.

Nel 1876 Disraeli nomina la regina Vittoria, regina d’India. L’epoca vittoriana è spesso accostata all’epoca elisabettiana, poiché entrambe le regine diventano il simbolo della società. Con Vittoria però l’Inghilterra si isola, anche a causa della sua natura rigida puritana. Nel 1901 muore la regina e le succede Edoardo VII. Edoardo VII muore e lo succede Giorgio V, che nel 1917 cambia il cognome in Windsore (famiglia della attuale regina Elisabetta) poiché possedeva un cognome tedesco, ed essendo in conflitto con la Germania preferisce prendere le distanze.

Nel 1906 nasce il partito laburista, il quale sostiene le idee socialiste, allontanandosi però dalla visione marxista; si parla si socialismo riformista, e quindi moderato, piuttosto che rivoluzionario. Nel 1906 vengono vinte le elezioni dai liberali+laboristi, e si forma il governo Asquith, che propone riforme significative in campo lavorativo (8h di giornata lavorativa), ed economico-sociale (politica del Welfare, aiuto ai bisognosi).

Nel 1911 viene fatto il Parliament Act, che toglie i poteri di veto alla camera dei Lords, i quali possono respingere una legge solo per due volte, dopodiché sono costretti ad accettarla. Con questa riforma viene potenziato il principio elettivo sul principio ereditario. Nel 1912 troviamo il People’s Budget che prevede una tassazione progressiva: tasse più alte per chi ha il reddito maggiore e viceversa.

Le donne che spingono per avere il suffragio universale sono chiamate Suffragiste, o in modo dispregiativo Suffragette (Parkhurst). Episodio di Emily Davidson. Le suffragette agiscono in modo ribelle perciò vengono imprigionate e di conseguenza loro smettono di mangiare, sempre per ribellarsi; allora il governo le scarcera e permette loro di rinvigorirsi prima che muoiano, dopodiché le imprigionano nuovamente.

Per quanto riguarda la politica estera l’Inghilterra si mette contro la Germania. Adesso, c’è da fare una distinzione tra il colonialismo, che spingeva all’espansione del paese fino a questo periodo, e l’imperialismo, che vedremo da adesso in poi: per prima cosa l’imperialismo ha una componente aggressiva e sanguinosa molto più elevata rispetto al primo, poiché è favorito dalle armi maggiormente tecnologiche e avanzate; tende a giustificare molto di più la colonizzazione tirando in ballo l’incombenza morale che i popoli civilizzati hanno nei confronti di quelli meno sviluppati; è motivato dalla saturazione del mercato, gli industriali cercano di investire il capitale in altri luoghi (c’è una forte concatenazione tra banche, governi e capitalisti).

Si scaturisce la guerra anglo-boera, per ottenere i giacimenti d’oro in Orange e Transval. Gli inglesi prendono i territori in maniera sanguinosa, e poi si uniscono ai boeri stessi (bianchi) contro i neri. Nasce così l’Aparthide. Mentre gli olandesi si espandono orizzontalmente, gli inglesi lo fanno verticalmente, e così si assiste all’incidente di Fashoda, dopo la quale l’Inghilterra ottiene la qualifica di dominion, e punta al Common Wealth.

Edoardo VII esce dall’isolazionismo e comincia a legarsi ad altri paesi, tra cui la Francia, e successivamente, con la Triplice intesa, si allea con Francia e Russia.
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